Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

pommeE’ passato qualche mese da questo post e ho visto cambiare la persona in questione e il suo atteggiamento verso la sua dolce metà. Li ho osservati da lontano, ogni qualvolta è capitato di vederci in situazioni di “allegra brigata”. Li ho visti allontanarsi, litigare, ho visto tratti del viso indurirsi e labbra morse con rabbia. Ho visto tutto questo da lontano, sperando si trattasse soltanto di un malessere passeggero. Perché se andava bene a loro un rapporto monarca-suddito, figurati se questo ménage da me poco condiviso poteva, in qualche modo, spostare l’asse del mio (dis)equilibrio. Mi dispiaceva, questo sì. Mi dava fastidio notare atteggiamenti e comportamenti che io non avrei mai messo in pratica. Ma poi, alla fine chi c**** sono io? Ed ecco che, da qualche tempo, sto ad osservare e a rimpiangere quello che c’era prima tra loro. Perlomeno c’era qualcosa e lei era felice (o almeno credeva di esserlo…e per certe persone non fa differenza “essere” o “credere di essere”). Ieri sera mi ha chiamato. Lunga telefonata tra rabbia, singhiozzi e una decisione irremovibile. Armi e bagagli e se ne va. Via da un uomo che ama tanto ma che non la capisce, che non le è complice e che, soprattutto, non la stima e la fa sentire, ogni giorno della sua vita, una nullità. E poi mi ha detto: “So bene che tu hai sempre disapprovato il mio modo di stare con lui, te l’ho sempre letto in faccia. Ma finché ne sono stata capace e convinta, ti ho mandata affanculo mentalmente e sono andata avanti nella mia vita con lui. Ma adesso non ce la faccio più, ti dò ragione a denti stretti e me ne vado. Per fortuna nulla mi lega tangibilmente a lui, posso andarmene in pace, trascinando il mio dolore e lo schifo che ho per me stessa da qualche altra parte”. Non ho avuto il tempo di replicare. Tangibilmente ha mandato affanculo anche me. E adesso non so cosa fare. Lasciarla un po’ da sola a smaltire rabbia e dolore o imporle la mia presenza per cercare, in uno dei miei modi imbranati, di aiutarla a superare questo momento di merda?

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Commenti su: "Clone senz’anima – parte II" (10)

  1. bel dilemma !stimo chi mi manda tangibilmente a fanculo .lo preferisco a ipocrisie del caso .renditi disponibile ma fa in modo che sia lei cercarti se lo vuole.una spalla non la si nega mai a nessuno .secondo me

  2. @patty: aspettare che mi cerchi lei? beh, sarà dura. era molto arrabbiata ieri sera, anche con me. aspetterò qualche giorno, poi cercherò di contattarla anche solo per farmi mandare affanculo…

    • ah ah ah perché a noi ci piace così !scherzo !beh vabbe’ capirà pure che non é colpa tua.la tua unica colpa era quella di metterla costantemente davanti ad uno specchio .non è una colpa , é un’opportunita ‘….

  3. @patty: no, magari non è una colpa…ma farmi i fatti miei ci sta pure. io non le ho mai detto nulla, intendiamoci, ma lei ha capito lo stesso come la pensavo (così come mi ha detto apertamente al telefono) e mi detesterà per questo. Perché per adesso odierà tutto quello che, in un modo o nell’altro, la riconducono al suo dolore e al suo fallimento…

  4. premessa: quello che vado a dirti è ovviamente un idea personale filtrata dal mio modo di essere e dalla mia esperienza. che lei non la conosco, quindi potrei dire anche una scempiaggine grande sempre.
    ma da persona che si è trovata nei panni della tua amica, con davanti agli occhi un amica come te, ti dico che secondo me lei non è incazzata con te. è incazzata con se stessa in primis, con lui. e sì, ti ha mandata a fanculo come dice Patty, giustamente, perché la mettevi davanti a quello che lei fingeva di non vedere.
    ma, se fosse stata incazzata davvero, non avrebbe chiamato te per dirtelo. ti avrebbe detto forse a cose fatte una cosa più tipo “e allora??? sei contenta??? non era questo che volevi????”
    non è che non ti sei fatta i fatti tuoi, non le hai detto nulla… non ti sei intromessa.. lei ti ha dato “ragione” ha riconosciuto che doveva decidersi a guardare in faccia alla realtà e andare avanti.
    questa sensazione di schifo l accompagnerà per un po’… fino a quando capirà che anche lei è caduta nel gioco di uno stronzo (eh… grande club… sono socio onorario).
    falle sapere che ci sei, che le vuoi bene che vorresti aiutarla. un messaggio? una lettera? un biglietto lasciato dove può trovarlo… magari non lo farà subito, ma come ti ha chiamato lei ieri probabilmente con il suo tempo lo rifarà.
    questo sempre detto “secondo me” poi tu la conosci e sai come gestire meglio la cosa…

  5. @sys: ciao, è bello leggerti…grazie. Non ho intenzione di sparire con la mia amica, solo che, al momento, non so proprio che fare e mi sento anche un po’ in colpa. è facile giudicare quando il gioco è condotto da altri, quando non hai le mani in pasta e tutto sembra scorrere normalmente. ed è questo che mi mette un po’ a disagio, aver giudicato in silenzio qualcosa che conoscevo solo dall’esterno. poi, non so, credo sia ancora più doloroso lasciare qualcuno che si ama. quando finisce una storia è sempre un fallimento, ma almeno quando i sentimenti tacciono da tempo, è più facile accettare la rottura. ma quando abbandoni qualcuno che ami ancora, ecco questa è una ferita assolutamente insopportabile…

  6. D’accordo con Sys: falle sapere che comunque ci sei e accetta che in questo momento abbia tanta di quella rabbia contro se stessa che un po’ ce n’è anche per il resto del mondo.
    Sono del parere che le cose, essendoci un’amicizia, non possano finire così, perciò ti auguro di chiarire anche cosa ha visto in te che l’ha spinta a mandarti affancù mentalmente. Adesso forse non è il momento, ma tra un po’, quando le ferite saranno state un po’ medicate, è necessario farlo. Almeno, io lo farei, anche a rischio di un reiterato vaffancù. E se ho sbagliato, voglio saperlo, voglio sapere in che termini, quanto, come, e chiedere scusa anche se non serve a un ciufolo, perchè devo imparare.
    Secondo me, eh, poi tu che vivi la situazione lo sai meglio.

  7. @cincia:beh, intanto sono riuscita a sentirla. e domenica mi ha promesso che ci vedremo per stare un po’ insieme a parlare. Lo ha promesso con la voce un po’ tirata e stizzita, ma è pur sempre una promessa…

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