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Il Testina

E pioggia fu…si allontana (forse) lo spettro della sete…quest’estate niente Coca-Cola che sgorga dai rubinetti. C’ho le balotas all’ennesima potenza, flippano nell’aere, si dimenano a più non posso e non riesco a sedarle. Il motivo? Il motivo del giramento spaziale non è la pioggia, bensì lui, il “testina”. No, non si tratta di un amante/marito/fidanzato, “testina” è uno che si crede “capo” e per questo motivo te le smanetta a più non posso. Lui chiede e poi smentisce la richiesta. Lui scrive (preferibilmente fa scrivere…infatti è rimasto in compagnia dello Zingarelli degli anni Trenta) e poi smentisce i verba che comunque manent, malgrado i suoi dinieghi. Il testina è uno che lo vedi e dici a te stessa “se sono tutti come lui, mi faccio monaca, la svendo in un outlet e amen”. E’ un bipede senza attributi, di quelli che fanno i duri ma che poi si cagano sotto se vedono volare una mosca. Il testina fa e non fa, avrà la sindrome di Penelope, perché tesse che ti ritesse, vai a vedere e non c’è mai niente. Lui è l’uomo del rinnovamento (a lui piace tanto dirlo, che carino!!!) invece a rinnovarsi sono solo le stronzate che gli scappano da mane a sera. Insomma, il testina oggi pomeriggio, m’ha fatto girare le tegole, sono cascate giù e si dinnocolano per la villa. Il testina è uno che non sa niente, non capisce niente e, per questo motivo, pretende. Già l’arroganza…lui la conosce bene. E’ la stessa di cui si ciba quando incontra qualcuno, la stessa che spiattella con il ghignetto assassino che gli arruffa il labbro superiore, la stessa per cui tutti lo prendono per i fondelli non appena volta la schiena. Il testina è un povero cristo che si crede un grand’uomo ed è solo un essere miserrimo. E, ovviamente, lo hanno messo “a capo” di qualcosa (il suo curriculum non fa una piega)…

In memoria dell’estate

Dedicato ad un ‘estate che non c’è, che si nasconde dietro le nuvole e che, troppo spesso, sputacchia pioggia mista a sabbia del deserto. Dedicato a tutti i nostri beni di conforto anti-calura, prima fra tutte la stramaledetta aria condizionata (in casa, in auto, in ufficio) che, a me personalmente, provoca violente reazioni allergiche e un insopportabile mal di testa. Dedicato alle mie estati “del tempo che fu” in cui schiattavi dal caldo ma pure con 45 gradi all’ombra bighellonavi in motorino e l’unico modo che avevi per rinfrescarti era una bottiglia d’acqua che ti rovesciavi in testa mentre andavi a manetta. Nel paleozoico della mia vita, col cavolo che c’era l’aria condizionata, però c’era l’estate. Quella che ad agosto ti si appiccicava addosso e non bastavano trecento docce per farti stare un po’ meglio. Quella che compravi il gelato e lui ti si squagliava in un nano secondo e dovevi leccartelo direttamente dalla t-shirt. Dedicato ai miei amici di un tempo, quelli che adoravano gli Earth Wind and Fire e con cui, per non soccombere alla calura, ci lanciavamo per ore “gavettoni” e poi, fradici di gioia e di risate, rientravamo a casa dove la “calda” accoglienza delle nostre madri, imbufalite dalle temperature da altoforno dei nostri appartamenti e dal nostro aspetto ciancicato e umido, ci riportava alla torrida realtà. Ecco, adesso abbiamo tutto quello che si può desiderare per combattere l’anticiclone subtropicale africano, ma non abbiamo l’alta pressione. Nessuna calura da combattere e un agosto che sembra settembre inoltrato…

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