Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘film’

Venuto al mondo

Lo aspetto, lo aspetto…eccome se lo aspetto… Lo hanno annunciato a Roma, durante la sesta edizione del Festival del Cinema.

Penelope, Sergio e Margaret, stretti stretti sul red carpet a parlare di un film che uscirà nell’autunno 2012 e che, per mesi, io ho elaborato nella mia testa.

Ho visto Gemma e Diego stritolati da una guerra, quella di Sarajevo, dove l’ordine naturale e umano delle cose era solo un sogno lontano. Ho patito il freddo e la fame con loro, ho sofferto, rannicchiata a leggere fra le mie lenzuola, per un dolore che mi ha lacerato e che mi ha lasciato sfinita. Nessuna cronaca poteva riuscire ad essere così spietata, cruda, violenta, solo la Mazzantini poteva riuscirci. Così come è riuscita a farmi piangere per tutti gli amori che ho ritrovato in quelle pagine e vissuto con le mie emozioni. Adesso aspetto, fiduciosa…

 

Adoro la gentilezza morbida e quasi timida di Penelope Cruz, mi piacciono i colpi secchi al cuore che riesce a infliggere la Mazzantini e ho sempre apprezzato il grande Castellitto, davanti e dietro la cinepresa. In ogni suo passaggio avverti che nulla è stato lasciato al caso, non una parola, non uno sguardo. E se tanto mi dà tanto, se dopo aver letto e riletto, visto e rivisto “Non ti muovere”, da“Venuto al mondo” non posso che aspettarmi un altro capolavoro.

Fiorella e Monica

Stanca di menabò e pagine da riempire, ho preso un attimo di pausa. Mentre cercavo di entrare nella mia posta elettronica (oggi il collegamento Internet è un optional), ho trovato questo articolo. Riguarda due donne che amo molto e ho sempre apprezzato tantissimo: Monica Vitti e Fiorella Mannoia.

A loro, alla loro bellezza, forza, bravura, modestia e passione dedico questo post.

 La più grande attrice italiana, Monica Vitti, compie 80 anni il 3 novembre, nel silenzio di una lunga malattia. La racconta Fiorella Mannoia, sua controfigura: «La sostituivo nelle scene più rischiose»: ecco la sua intervista.

«L’ho conosciuta sul set di Amore mio aiutami (film di Alberto Sordi del 1969). Avevo 15 anni. Avevo iniziato da studentessa quello strano mestiere, perché andavo bene a cavallo, ero molto sportiva e mi piaceva l’idea di lavorare nel cinema. A quei tempi non c’erano molte stuntwoman».

Cantava già?

«Ho sempre cantato. Ma all’epoca non immaginavo che sarebbe diventata la mia professione».

Progettava di fare l’attrice?

«No. Mi piaceva il mondo del cinema, ma non abbastanza da pensare di farne una carriera».

In quali scene del film sostituiva la Vitti?

«La sequenza di schiaffi e botte che Sordi le dà sulla spiaggia: quella ero io».

Qualche botta le è arrivata sul serio?

«Il massimo che poteva capitare era perdere l’equilibrio per una spinta. Però Monica era abbastanza fifona: aveva paura di guidare, di andare in moto, di cadere. Nelle Coppie (1970, sempre con Sordi) doveva girare un episodio con un leone e lo feci io: tra me e il leone c’era un vetro, ma lei era spaventatissima. Veniva sempre a controllare che non mi facessi male».

Come la ricorda?

«Splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c’era un momento in cui tutto si fermava».

Capricciosa?

«Esigente. Pretendeva le luci in un certo modo e io ho imparato da lei a fare lo stesso: abbiamo visi particolari che possono essere molto belli o bruttissimi a seconda di come vengono illuminati. Con chi insisteva a fare diversamente, si impuntava: “Dicano quello che vogliono. La faccia è la mia”».

Vi siete più riviste?

«Venne a un mio concerto».

È vero che la Vitti è appassionata di musica?

«Molto. Cantammo insieme I crauti, con quella voce particolare che ha, calda, sexy».

Da quanto tempo non la vede?

«Forse vent’anni. Ma la sento molto vicina. Abbiamo avuto destini simili. Una carriera artistica, pochi amori e lunghissimi, niente figli».

 

Colazione da Tiffany

Era disarmante. La sua bellezza, la sua eleganza, i suoi occhi. Da togliere il fiato. Ricordo che, da ragazzina, mi “bevevo” i suoi film. Mi rannicchiavo sulla mia sediolina e non c’ero per nessuno. Ogni tanto quel “rompi” di mio fratello ci provava a dirottarmi verso l’Uomo Tigre o Lupin, ma veniva incenerito sul posto. Di televisione ne avevamo una sola e io non mollavo. Così le immagini in bianco e nero di Audrey Hepburn fanno parte dei miei ricordi. Ero innamorata dei suoi abiti, del suo portamento, del suo modo fanciullesco di stare davanti alla macchina da presa.

Proprio in questi giorni “Colazione da Tiffany” compie 50 anni e Hollywood offre un tributo al film e all’attrice. Verrà presentata, infatti, la copia restaurata, in digitale, della pellicola che ha fatto sognare (e spero lo faccia ancora) tantissime donne. Holly sbarca dunque in DVD, abbandona il tubo catodico e si infila dritta dritta nei lettori altamente tecnologici. E’ un bene, lo so. Lo vedrà anche mia figlia. Ma io ricordo la sorpresa e l’attesa davanti alla tv: la signorina “buonasera” annunciava i programmi della giornata e io cominciavo il conto alla rovescia. E poi l’emozione dell’inizio, i sogni ad occhi aperti che inseguivano la storia, i personaggi, il lieto fine. Ancora oggi ci sono film che ti emozionano a tal punto che non potrai mai dimenticarli, ma quelli della mia infanzia e della mia adolescenza avevano il sapore della conquista e dell’inaspettato. Nessuno ti proponeva il film anche il giorno successivo, nessuno ti dava la possibilità di registrarlo, di poterti assentare qualche minuto per rispondere al telefono o per aprire il frigo e mangiucchiare qualcosa. Non potevi schiodarti dalla sedia. Avevi solo quelle due ore a disposizione e poi rimanevano solo i tuoi sogni a farti compagnia…

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: