Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘amici’

Neuroni a brandelli

Santa pace, il ponte del primo maggio è stato bello, bellissimo oserei dire. Ma in due giorni ho dovuto recuperare il lavoro di una settimana. Ho i neuroni a brandelli e gli occhi a pampinella. Fuori c’è il sole, gli uccellini cantano e, poco lontano, c’è il mare che io non vedo ma so che c’è e basta questo a farmi incapperare oltre misura. Perché io sono qui che smanetto ancora sul computer, mentre fra poco il sole comincerà a tramontare oltre Isola delle Femmine e io non potrò vederlo.  Ok, va bene, ora mi inimicherò tutti gli insegnanti, amici e amiche compresi, ma invidio chi fra poco chiuderà la baracca e ci si rivede a settembre. Ecco, l’ho detto…Non colpitemi in testa però, c’ho i neuroni che non hanno superato la revisione…

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Blog e misteri

C’è un mistero che aleggia sui blog. Qualcosa che avvolge piano, in maniera impalpabile chi scrive e chi legge. Quando ho iniziato questa avventura ero un po’ scettica, pensavo di mollare dopo poco tempo. Ma non è stato così. Ho il mio angolo di relax durante le mie giornate di lavoro, un momento di pausa che dedico a me stessa quando proprio non ne posso più di scrivere per gli altri. Allora, mi dedico alla scoperta “degli altri”, dei piccoli pensieri, delle ansie, delle soddisfazioni che riesco a trovare dentro i blog amici e dentro quelli che vado scoprendo di giorno in giorno. A volte mi chiedo cosa pensano “gli altri” quando leggono i miei post: se si sbellicano dalle risate pensando che sono una perfetta idiota, se si soffermano anche solo per un attimo a riflettere su quello che ho scritto o se invece pensano “che palle!” e vanno oltre.

In questi mesi, ne sono trascorsi già quasi sei, ho “incontrato” delle persone che mi hanno affascinato, che mi piacerebbe incontrare anche se forse, poi, non sarebbe lo stesso. Ognuno di noi, vive dietro una piccola tenda, un nascondiglio dietro cui si celano sguardi, espressioni, fisicità più o meno gradevoli…l’unica cosa che appare, inequivocabile, è l’anima. Pensieri felici, tristi, incazzati…parole di ferro, di pietra, di dolore… Ne ho letti tanti di post e in molti ho avvertito il desiderio di fuga da un vuoto incolmabile, in altri l’allegra follia di chi ha deciso di cambiare ma ancora non riesce a prendere il volo. Ci sono i blog fancazzisti e quelli impegnati, quelli arrabbiati e quelli timidi che si affacciano con gli occhi semi-chiusi perché troppa luce tutta insieme non va bene. Ci sono parole che ti rimangono dentro e che non riesci a scordare, descrizioni di paesaggi che “mannaggia, essere lì sarebbe proprio una gran figata”. C’è un mondo che non pensavo ci fosse, ci sono pensieri che non avevo mai avuto, parole che non avevo mai letto. C’è coraggio a palate dentro i blog, perché anche dietro una tenda si può avere coraggio, si può avere la forza e l’energia di parlare, raccontare, mettersi in gioco senza poter tornare indietro sui propri passi. Scripta manent…

In memoria dell’estate

Dedicato ad un ‘estate che non c’è, che si nasconde dietro le nuvole e che, troppo spesso, sputacchia pioggia mista a sabbia del deserto. Dedicato a tutti i nostri beni di conforto anti-calura, prima fra tutte la stramaledetta aria condizionata (in casa, in auto, in ufficio) che, a me personalmente, provoca violente reazioni allergiche e un insopportabile mal di testa. Dedicato alle mie estati “del tempo che fu” in cui schiattavi dal caldo ma pure con 45 gradi all’ombra bighellonavi in motorino e l’unico modo che avevi per rinfrescarti era una bottiglia d’acqua che ti rovesciavi in testa mentre andavi a manetta. Nel paleozoico della mia vita, col cavolo che c’era l’aria condizionata, però c’era l’estate. Quella che ad agosto ti si appiccicava addosso e non bastavano trecento docce per farti stare un po’ meglio. Quella che compravi il gelato e lui ti si squagliava in un nano secondo e dovevi leccartelo direttamente dalla t-shirt. Dedicato ai miei amici di un tempo, quelli che adoravano gli Earth Wind and Fire e con cui, per non soccombere alla calura, ci lanciavamo per ore “gavettoni” e poi, fradici di gioia e di risate, rientravamo a casa dove la “calda” accoglienza delle nostre madri, imbufalite dalle temperature da altoforno dei nostri appartamenti e dal nostro aspetto ciancicato e umido, ci riportava alla torrida realtà. Ecco, adesso abbiamo tutto quello che si può desiderare per combattere l’anticiclone subtropicale africano, ma non abbiamo l’alta pressione. Nessuna calura da combattere e un agosto che sembra settembre inoltrato…

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