Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per la categoria ‘caos? no, grazie’

Clone senz’anima

C’era una volta una persona che credevo di conoscere, che stimavo e a cui volevo (e voglio) bene. Tutto andò a gonfie vele finché lei non divenne la macchietta di se stessa, una piccola scheggia impazzita, guidata e governata dalle bizze della sua dolce metà (metà bizzosa oltre misura e in perenne contesa con il sistema solare). Fu così che cominciò a tirar fuori dal cappello un tira e molla di atteggiamenti contradditori: sereni e gioiosi in assenza del partner, sarcastici e pieni di scherno nei confronti dell’universo-mondo, in presenza di Sua Maestà. Io non so se sia necessario, per risolvere una crisi di coppia, che uno dei due decida di annullarsi per compiacere l’altro. Se sia necessario inscenare una sorta di teatrino traballante con un siparietto ridicolo e rattoppato che si apre e si chiude a seconda degli orgasmi dati o ricevuti. In ogni caso non credo sia edificante che, per compiacere l’altra metà, si decida di omologarsi fino a diventare un clone asettico e senz’anima. E dire che la stimavo molto questa persona. Ora la guardo e non la riconosco più…

Le physique du role

Durante la pausa pranzo, stavo bighellonando su internet. E mo’ incappo nel sito di Donna Moderna. E che siccome che sono moderna, decido di dare una sbirciatina. Che peste mi colga se ci ricasco. L’homepage di codesto sito è stracarica di strafighe dai vent’anni in giù che ti danno consigli su come tornare in linea, cosa mangiare, che esercizi fare per mantenersi in forma e bla bla bla. Loro, a me!!! Consigli???!!!! Non un grammo di cellulite ho intravisto tra i pixel delle foto, non una zampa di gallina sono riuscita a riesumare nelle innumerevoli immagini in cui queste gnocche da paura mi indicano il metodo migliore per nascondere le occhiaie con il correttore. Link dopo link sono arrivata a navigare in quello dove scoprono l’acqua calda: non potete andare in palestra perché troppo impegnate? Niente di più semplice, fate ginnastica a casa. Mettetevi così, strappatevi i tendini colì, fate di tutto il flaccidume un muscolo tonico e la prova costume è servita. Ma ‘sti pifferi bolliti: ci sarà un motivo per cui non riesco ad andare in palestra! Ah, ecco la mancanza di tempo…a quello ci siete arrivate da sole. Sappiate mie belle stangone che svettate un metro e sessanta di gambe, della serie che il mio cuoio capelluto vi arriva ad altezza inguine, che codesta ameba che scrive, la sera arriva a casa talmente sfatta che anche solo cucinare una fettina di carne in padella diventa un’impresa che nemmeno Ulisse ci metterebbe il naso. Sempre codesta ameba, quando riesce ad arrivare a casa che fuori c’è ancora il sole (cioè solo da maggio ad agosto, grazie all’ora legale), deve anche occuparsi di amenità tipo lavatrice, compiti della piccola, e varie altre cazzatelle che, poco poco, tranciano di netto le ore disponibili per il cosiddetto tempo libero. Vabbè, lasciamo perdere. E perfavore, lo dico a quelli che spendono un botto di neuroni per dare consigli alle donne: se proprio dovete convincerci a non cedere alla forza di gravità, siate più credibili mostrando qualche physique più agé. E ve lo dice una che proprio rammollita non è…ecco, l’ho detto…

Discriminazione

Stamattina ho trovato questo articolo, ho dovuto leggerlo due volte perchè la mia mente si rifiutava di metabolizzarlo. Ve lo giro così com’è. Si commenta da solo.

Quando arriva la crisi, spesso si lasciano a casa parte dei dipendenti, licenziandoli o mettendoli in cassa integrazione. Quello che però è successo in una fabbrica di Inzago, in provincia di Milano, la Ma-Vib, è probabilmente inedito. Secondo quanto riferito da Corriere e altri autorevoli quotidiani online, i responsabili della piccola fabbrica (trenta operai in tutto, dodici uomini e diciotto donne) hanno deciso di lasciare a casa solo gli operai di sesso femminile. E il comportamento dei loro colleghi maschi non è stato esattamente quello che si potrebbe dire da gentiluomini.

La Ma-Vib è una azienda che produce elettrodomestici ed elettronica varia, soprattutto motori elettrici per impianti di condizionamento, con sede a Inzago. Una piccola azienda a conduzione familiare, attiva da circa 25 anni. Dieci mesi fa l’azienda era stata costretta a mettere in cassa integrazione ordinaria quattordici dipendenti. Tredici donne, e un uomo. Dieci mesi dopo la situazione è peggiorata, tanto che la Ma-Vib ha deciso di licenziare alcuni dipendenti. Quando le parti sociali (sindacati, associazioni di categoria e proprietà) si sono trovate al tavolo per l’aggiornamento sulla situazione, la proprietà dell’azienda ha spiegato che sarebbero rimasti a casa tra i dieci e i tredici dipendenti. Di nuovo tutte donne. «Sono state scelte le donne perché potranno stare a casa a curare i loro bambini e quello che portavano a casa era comunque il secondo stipendio», è stata la spiegazione della proprietà.

I titolari (nonno, padre e nipote) non rilasciano commenti e rimangono chiusi nei loro uffici. Intanto, d’accordo con i sindacati, ieri i dipendenti dell’azienda avevano deciso lo sciopero generale, licenziati e non, uomini e donne. Ma stamattina, al momento di presentarsi davanti ai cancelli per dare inizio alle proteste, fuori dei cancelli sono rimasti solo i licenziati, cioè le donne. Gli uomini? Hanno preferito varcare le soglie e prendere normalmente il loro posto di lavoro.

Isabella desnuda

Non si capisce perché, al suo esordio televisivo ne hanno dette di tutti i colori. Hanno gridato allo scandalo, hanno attaccato l’azienda, lo spot, la testimonial e il regista. E hanno fatto, di un ombelico invisibile, un caso da “Chi l’ha visto?” Hanno sciorinato spiegazioni, elucubrazioni, moralismi, ipocrisie e commenti al vetriolo di ogni tipo. Hanno classificato Photoshop tra gli strumenti diabolici, dimenticando che sono in molto ad usarlo anche per ritoccare le foto di famiglia. Vabbè, giornate intere di menate inenarrabili. Il Giornale ha scritto, addirittura, che trattasi “di uno sfruttamento del corpo della donna talmente vergognoso da rendere incoerenti poi le lamentele femministe a proposito delle mirabolanti imprese del Cav”… ???!!! Alla fine mi sono decisa, ho fatto “clic clac” su youtube e mi sono goduta lo spot della Yamamay. L’ho guardato più volte, casomai mi fosse sfuggita qualcosa,…ma non c’ho trovato nulla di volgare, di fuori luogo e bla bla bla. L’unica cosa che non sono riuscita a trovare, di questo ne devo dare atto, è stato l’ombelico di Isabella Ferrari (splendida, come sempre). Per il resto, niente…amen. Uno spot fatto bene, con un’attrice bellissima e bravissima (come poche, pochissime). E poi, scusatemi, ma che c’azzeccano le rivendicazioni femministe con questo spot??? Perché ci sforziamo, sempre e comunque, di banalizzare tutto???      spot Yamamay

Peli e trapianti

E adesso ci faremo le sopracciglia con le treccine!!! La nuova frontiera della chirurgia estetica prevede, infatti, un nuovo trapianto: una strisciolina di cute presa dalla nuca si posiziona sull’arcata sopraccigliare con l’obiettivo di ottenere sopracciglia più folte, laddove la mano dell’estetista ha dato giù di brutto, riducendo l’arcata suddetta in un ammasso informe e spelacchiato.

Però, c’è un però…si otterranno, probabilmente, delle sopracciglia più folte ma trattandosi di peli prelevati dalla nuca, rimarranno pur sempre capelli. Con annessi e connessi: una ricrescita più evidente e veloce che avrà bisogno di una “manutenzione” diciamo più assidua. Domanda n.1: a chi affidare la cura dei peli trapiantati? Estetista o parrucchiere? Domanda n.2: chi ha i capelli lisci, andrà “liscia” come l’olio. Ma chi ha i capelli ricci, correrà il rischio di ritrovarsi con le sopracciglia inanellate? E, in questo caso, è previsto un trattamento anti-crespo?

Un’ultima cosa: pare che il trapianto in questione, fatto in Italia, costi dai 2500 ai 3000 euro. E siamo fortunate, considerato che in Inghilterra per spelacchiarsi la nuca a favore dell’arcata sopraccigliare bisogna sborsare circa 4000 sterline. Ma gli esperti non hanno dubbi: si tratta di una spesa equa e l’intervento è praticamente indolore. Quindi, se rientrate nella categoria dei mammiferi cui anni e anni di pinzetta folle hanno contribuito alla desertificazione dei peli che insistono sul contorno occhi, saprete come utilizzare una parte del prossimo stipendio o per quali motivi ricorrerete ad un prestito a tasso agevolato.

Cambio look…brutto segno

Ho una voglia incontenibile di tagliarmi i capelli. Brutto segno. Mi guardo allo specchio e l’istinto è quello di prendere la chioma arruffata che mi ritrovo e sferrare l’attacco. Mi guardo e vedo una faccia smunta, dove l’abbronzatura comincia a sbiadire e dove i segni della stanchezza cominciano, nuovamente, a fare capolino. Allora mi dico: lifting non si può (mica mi chiamo Samantha che, in quel di New York, va di botox come se bevesse caffè!), rinnovare il guardaroba non cambia i connotati ( e poi aspetto ancora il responso del meccanico sulla mia auto: sarà un requiem o un tripudio di fanfare? Quindi, shopping vietato anche solo per un paio di slip bianchi di cotone). Massaggi dall’estetista? Meno che mai. Una serie di manipolazioni risolutive costa tanto quanto l’anticipo per l’acquisto della prima casa. E allora, vai di taglio. Corti come il soldato Jane o di media lunghezza, della serie nè carne nè pesce? Una cosa radicale o un piccolo contentino per un’idiota (la sottoscritta) che proprio non si digerisce e prova un’insana antipatia verso se stessa? Non potendo cambiare emisfero, mi accontento di avere qualche pelo in meno sulla capoccia. Basterà? Ho i miei dubbi…

Artrite? Ci vorrebbe un amico…

Ci vorrebbe un amico per far passare l’artrite…e se un amico ce l’hai, e anche più di uno, sarai sempre e per sempre immune dagli acciacchi della vecchiaia e sfuggirai al “logorio della vita moderna”. Parola di grandi menti universitarie made in USA che, dopo ricerche incrociate, sono arrivate alla conclusione che non solo se hai degli amici sei più felice (ma va’?), ma se perdoni chi ti ha fatto un torto (uno qualsiasi) ne avrai consistenti benefici fisici. In parole povere: tu assolvi e ti metti l’anima in pace, lo stress si allenta, la rabbia evapora e in più la tua pressione sanguigna torna su valori normali (niente più fumo che esce dalle orecchie, quindi, solo al pensiero dell’amico/a che ti ha pugnalato alle spalle) e se soffri d’artrite, il miracolo è dietro l’angolo: la “bua” sarà solo un ricordo. Ok, allora prendiamo in considerazione qualche piccola variante: chi devo perdonare per farmi passare il mal di schiena? A chi devo sorridere, soffocando il mio istinto omicida, per liberarmi dal dolore cervicale? Beh, grandi menti al lavoro, ditemelo, perfavore…così eviterò di farmi fare massaggi (che costano un botto e non bastano mai), metterò da parte l’ibuprofene, aggiornerò la lista degli amici, rivalutando anche quelli che mi hanno fatto soffrire come otto cani, e avvierò un’attività di recupero delle affinità elettive che mi sono lasciata alle spalle per motivi che quasi non ricordo più…attendo con fiducia… Buona domenica a tutti!!!

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