Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per luglio, 2012

Puzzle

Le guardo con attenzione ed è come specchiarmi. Un salto indietro nel tempo e riesco vedere le stesse risate, gli stessi sorrisi di allora. Sono le persone importanti della mia vita, quelle che hanno segnato le mie “epoche”, quelle che le segnano ancora. Sono quelle a cui, magari, hai dovuto rinunciare per un certo lasso di tempo perché la vita è bastarda e ti trascina e sbatacchia un po’ dappertutto, ma poi le ritrovi e scopri che sono ancora lì, a fare da pilastri alla tua vita, a conservare gelosamente una parte dei tuoi archivi e della tua memoria. E arrivano tendendoti la mano, un po’ imbarazzate ma consapevoli del loro ruolo, per me importante e inalienabile, e ti trascinano in un’atmosfera soffice di ricordi e di risate, di cose fatte e di cose da fare. Le tessere del puzzle sono tutte lì, che combaciano, che si amalgamano e, alla fine, l’immagine si ricompone…ci sei tu e le persone che ami. Una per una, sono lì. E ti prende una morsa di felicità allo stomaco…

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Ciao, Paolo…

100% Affidabile

Un premio tutto per me e per il mio blog. Ad assegnarmelo è stata valentina alius et idem che ringrazio e abbraccio più forte che posso. In realtà, mi sento un po’ in colpa per questo riconoscimento perchè, di fatto, ultimamente, presa da rogne di varia specie e da una settimana striminzita di vacanza, ho un po’ disertato il mio blog.

In ogni caso, Valentina mi ha resa orgogliosa ritenendo il mio blog  “100% Affidabile”. 

Si tratta di un premio assegnato da GliAffidabili a quei blog che: Sono aggiornati regolarmente; Mostrano la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive; Favoriscono la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori; Offrono contenuti ed informazioni utili e originali; Non sono infarciti di troppa pubblicità

Beh ecco, il punto 1 non sempre è costante e mi dispiace. Ci sono periodi in cui proprio non riesco a trovare il tempo e periodi in cui i miei neuroni sflippano indisturbati nella scatola cranica senza la minima intenzione di dar vita a qualcosa di senso compiuto.

Il punto 2, spero sia quello che salti più all’occhio. Io adoro scrivere, lo faccio per professione è vero, ma questo angolo dove i miei pensieri vanno a briglia sciolta senza tener conto di passaggi strutturali e formali è il mio paradiso intoccabile.

Punto 3, non posso fare altro che ringraziare tutti quelli che incappano tra i miei deliri sintattici e trovano pure il coraggio di leggere e commentare. Grazie di cuore!!!

Punto 4: spero di offrire sempre qualcosa di originale, soprattutto su cui ridere. Se un giorno non dovessi riuscirci più, saluti e baci.

Ok, stop allo sproloquio personale.

Adesso, come da regolamento, devo fare 5 nomination. Sarà dura perchè mi toccherà ricorrere ad “ambarabaciccìcocòtrecivettesulcomò”:

Minosse orribilmente ringhia

“Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia…”

E non la smette da tre giorni. Malefico essere infernale, dall’alito rovente e dalla perseveranza inattaccabile. Insiste, insiste e insiste. Col risultato che annaspiamo, ci trasciniamo, boccheggiamo. In ufficio, tre miseri ventilatori fanno girare aria calda e stantia, arrivo in macchina e l’aria condizionata decide di andare in vacanza: se la metto a palla si spegne il motore. Esco dall’ufficio al tramonto e mi tocca pure fare la spesa: per me potrei pure evitare, vado avanti a gelati e bevande senza zucchero, ma mia figlia ha esigenze ipercaloriche e se le compro la mortazza o lo speck, ad alto contenuto calorico e salino, che solo a nominarli già c’ho le papille gustative riarse, non disdegna affatto. In tutto tre sacchetti stracolmi e una cassa d’acqua. Entro a casa con gli occhi strabuzzati dalla stanchezza: sconvolta e incredula per come mi sono ridotta in meno di 12 ore. Sì perché sono passata di sfuggita davanti ad uno specchio e quasi ho urlato dalla paura. I capelli ridotti ad una massa informe di ricci (tipo la lana cardata che c’era nei vecchi cuscini della nonna), il viso lucido, il trucco disfatto e gli abiti fradici. Ficco velocemente la spesa in frigorifero e mi lancio dentro la doccia. Mezzora di refrigerio, poi crollo sul divano. Pilucco qualcosa giusto per non morire. Cerco di ridurre al minimo i movimenti e imploro la mia vescica di trattenere i liquidi il più a lungo possibile perché anche solo fare dieci passi dal divano al bagno mi causano una spossatezza infinita. Alla fine, accendo il ventilatore e mi trascino fra le lenzuola.

«O tu che vieni al doloroso ospizio», disse Minòs a me quando mi vide…

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