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Articoli con tag ‘scarpe’

Pesci da piede

Stanno per arrivare le scarpe ecologiche… che più ecologiche non si può. Pelle di pesce, sughero e rafia, questi gli ingredienti principali per calzature fashion nate dall’estro di Manolo Blahnik e Marcia Patmos. Sì, avete capito bene, il Manolo che faceva impazzire Carrie in Sex and the City e che la costringeva a camminare per le strade della Grande Mela con tacchi vertiginosi, ovviamente quotati in borsa. Per un paio di scarpe, alcune orribili secondo me, la scrittrice Bradshaw spendeva tanto quanto pago io d’affitto in un mese. E va bene che per Manolo si può rinunciare ad avere un tetto sopra la testa, e d’accordo che se a New York non le indossi sei uno zero assoluto, ma 500 dollari per quattro pezzi di pelle intrecciati, mi sono sempre sembrati un’enormità.
E adesso, invece, Manolo diventa ecologico: realizza le sue calzature da urlo con un pescetto tropicale chiamato talapia che vive nei mari del Sud America, dell’Africa e dell’Asia. Blahnik lo definisce  un sottoprodotto dell’industria alimentare, di norma da scartare, ma che in realtà offre un bellissimo materiale, perfetto per la piccola pelletteria. Ok, l’ecologia mi sta più che bene. Ma vorrei capire: a) non è che si rischia di indossare sandali che poi ti si sgretolano ai piedi? La pelle di pesce non mi sembra altamente resistente… b) considerato che il pescetto in questione è uno scarto, quindi raccattabile a costo quasi zero, troveremo le scarpe di Manolo a prezzi più accessibili? c) queste strambe trovate modaiole (utilizzo del pesce a parte), mi puzzano sempre di stronzate intergalattiche, costruite a bella posta per chi non può fare a meno della griffe nemmeno per la carta igienica del bagno o per rilanciare genii in declino che preferiscono aggrapparsi a trovate discutibili piuttosto che dedicarsi ad una dignitosa fase pensionistica della vita.

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Il peso della valigia…

Pare che non sia solo un luogo comune: un’indagine riportata dal Daily Mail e condotta su 3000 britanniche rivela che le donne riempiono la valigia di vestiti inutili, inserendone il doppio di quelli che realmente useranno.

Lo studio ha calcolato che il campione di donne esaminato, per un viaggio di 15 giorni,  in media inserisce in valigia 44 vestiti e ne usa poco più della metà (il 61% di quelli messi in valigia). In particolare, la valigia media si compone di 18 top, 12 paia di gonne o pantaloni e 6 bikini. Quanto alle scarpe, la media è di 8 paia, ma un quarto delle donne intervistate trova anche il modo di inserirne in valigia 10 paia, salvo poi usarne solo la metà.

Non solo, pare che le donne impieghino una media di 4 ore di tempo per fare la valigia e una su dieci confessa addirittura di trascorrere 12 ore o più per compiere questa operazione, che peraltro odiano. Un quarto di loro prova grande stress nel farla e un quinto dichiara che si sente meno innervosita da una dura giornata di lavoro che dall’incombenza di fare la valigia.  Molte donne in viaggio, infine, indipendentemente dallo stock di vestiti disponibili in valigia, coglieranno spesso l’occasione per comprarsi qualche altro abito anche solo come ricordo.

 

Spigolando ho trovato questo delirio di cifre sulle nostre abitudini perverse. Devo dire che non sono molto lontane dalla verità. Io, in genere abbondo con gli slip (nemmeno fossi incontinente…no, ancora non sono a questi livelli!), con le scarpe e vorrei portarmi tutte le mie borse (tipo coperta di Linus). Alla fine, per un week end, parto carica come un mulo e quando, al rientro, mi trovo a disfare “il sarcofago”, mi prendo a parolacce da sola. Consapevolezza tardiva…

 

Piedi o décolleté?

Per essere una trovata pubblicitaria la trovo, a dir poco, surreale. Pare, infatti, (stando ai risultati di un recente sondaggio britannico) che gli uomini, quando incontrano una donna, guardano sì il décolleté ma se trovano dei piedini da Cenerentola, ben curati, abbronzati e decorati con tacchi vertiginosi, non hanno dubbi: ad una generosa scollatura, preferiscono le estremità. Il dubbio è d’obbligo…Ho fatto una ricerca più approfondita e ho scoperto che la “sconvolgente” indagine è stata effettuata/pilotata da una nota azienda che produce cerotti contro i calli e che, in più, ha messo in commercio quelle (inutili) striscette in silicone che si utilizzano su scarpe nuove e quasi impossibili da indossare. Si chiamano acquisti incauti, una specie di calvario a cui nessuna donna è riuscita a sottrarsi perché la decisione avviene in un nanosecondo ed è poi irreversibile. In genere funziona così: vedi in vetrina un paio di “cose” assurde che dovrebbero essere delle scarpe ma che invece somigliano a delle trappole, piene di spuntoni, borchie, varie cose che luccicano e delle esili fettucce di pelle che dovrebbero (miracolo della fisica) accogliere il piede e sostenere tutta l’impalcatura dell’acquirente. Malgrado la scarsa iniezione di fiducia che ti offre la visione dell’insieme, quegli aggeggi destinati   alle sporgenze inferiori femminili, ti folgorano. Entri decisa, le provi e ci cammini per non più di 30 secondi, cioè il tempo di guardarle allo specchio. Non osi fare un giro del negozio perché LO SAI che lo sfregamento comincerà a farsi sentire, che sentirai le parti rigide conficcate nel mignolino da un lato e nell’alluce dall’altro. Ma te ne freghi…paghi gli strumenti di tortura ed esci dal negozio pronta a conquistare il mondo (o perlomeno quella parte di mondo maschile che se ne frega di un paio di tette come Dio comanda e guarda SOLO i piedi). Arrivi a casa e ci fai un giretto per le stanze, con le scarpe nuove intendo, e lì ti folgora la consapevolezza. Ore e ore in piedi al matrimonio della tua migliore amica con quelle meraviglie? Beh, forse con un aiutino si può…E invece NO. Io le ho comprate le striscette in silicone, ho foderato tutte le fettucce delle scarpe, una per una. Col risultato che a metà serata avevo fili di silicone macinati fra le dita e alla fine i piedi con le piaghe.Allora, pubblicità e sondaggio ingannevoli… per due volte: 1) i salva piedi sono una stronzata; 2) gli uomini non geneticamente modificati, guardano le tette. Se quest’ultime sono scarsette, si concentrano sul lato b, per poi passare alle gambe. E, diciamolo pure, si dedicheranno ai piedi solo in presenza di una cozza…della serie, occhi bassi perché non hanno altro da fare…

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