Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘amicizia’

Tra falchi e nuvole

Oggi il cielo sembra dipinto da un maestro dell’Impressionismo. Ci sono tracce di nuvole spennellate qua e là. Di fronte alla mia scrivania ammicca un pezzetto di monte. E stamattina volteggiava un falco pellegrino. Volo di ricognizione, calmo, pacifico, libero… Tutto urla primavera… ma nella mia testa rimbomba altro. Non so perché, ma non mi sento particolarmente in forma (o forse lo so ma è bene che taccia anche con me stessa). Stamattina mi sono svegliata con un bubboncino sul labbro, segno che stanotte qualcosa ha intaccato le mie difese immunitarie. Secondo me sono io che mi “intacco” da sola, della serie “io me la suono e me la coloro”. Oggi, mi dicono dalla cabina di regia, è la giornata mondiale dell’Amicizia. Lo so, non c’è bisogno di un giorno “dedicato” per ricordarsi degli amici. Ma una serie di messaggi ricevuti mi ha fatto sorridere, tra le copiose lacrime di un’allergia che, da qualche ora a questa parte, è più insopportabile del solito. A chi mi pensa e mi vuole bene, dico grazie. Senza le persone che amo e che mi stanno vicino (malgrado me), mi sentirei persa. Sarei persa in un vuoto insopportabile. Grazie per sempre…

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The winner is…seconda parte

E vai!!!!!!! L’ho trovato poco fa e gongolo gongolo gongolo. Ma che bello, grazie!!! Non so se devo pubblicare la seconda edizione di un premio che mi è già stato assegnato, ma io lo faccio, eccome se lo faccio. Intanto ringrazio costainpianura. La ringrazio doppiamente perchè non avevo ancora avuto modo di conoscerla e invece lei mi ha comunque premiata. Ma una cosa melensa, questa volta, voglio dirla: da quando mi sono intrippata in questo mio blog, ho ricevuto tante dimostrazioni di amicizia, di quelle vere e disinteressate, che nemmeno, a volte, gli amici che conosci da una vita, riescono a manifestarti. E per questo ringrazio tutti.

A questo punto, se non ricordo male, devo segnalare altri tre blog e poi scrivere sette cose che mi riguardano.

Il primo step lo affronto subito, è facile.

Per il secondo, mi devo attrezzare. Nel senso che devo sforzarmi a fare una sintesi, altrimenti dovreste sorbirvi la treccani della mia vita e non mi sembra il caso. Questa volta però mi sa che devo proprio esibirmi, almeno un pochetto. In effetti, nella precedente edizione del premio (stra-wow, quasi mi sembra di passeggiare sul red carpet di hollywood) avevo evitato accuratamente di espormi al pubblico ludibrio. Ma era febbraio, c’era un freddo bubbo (come direbbe una mia cara amica) e non mi reggeva la pompa. Adesso c’è il sole, la primavera si avvicina e, quindi, so’ brufoli vostri…oliate le mandibole, altrimenti per la noia rischierete di slogarvi qualche osso del vostro bel faccino. Ora mi metto a scrivere…un po’ di pazienza…

Adesso le nomination:

Ostinatamente io

Stato mentale

unarosaverde

Della fiducia e di altre diavolerie

Fidarmi di qualcuno? Malgrado le esperienze personali, non sempre positive, continuo a farlo. Finché non ci vado a sbattere il muso. Per fortuna non succede con tutte le persone con cui ho a che fare, ma quando succede ci rimango sempre di me***. Non riesco a capire il perché di certe ipocrisie, di atteggiamenti che cambiano soprattutto per cause esterne al rapporto che ho con queste persone. In genere tutto questo succede quando si frappone un terzo elemento. E devo ammettere che, nel caso delle amicizie femminili, si tratta quasi sempre di un uomo. Succede che scopri cose che non avresti mai pensato potessero accadere, relazioni tra persone che, pubblicamente, fingono di detestarsi, ma che fingono veramente male. Succede che a questa persona avevi raccontato molto di te, non lasciando nulla nell’armadio, perché pensavi di poterti fidare. E io mi chiedo perché avevi riposto fiducia in una persona che poi non ha il coraggio delle proprie azioni, che finge spudoratamente, che ti prende per i fondelli e che pensa di farla franca. Succede che scopri scheletri impensabili ma che mai mi sarei sognata di giudicare. Avrei semplicemente ascoltato, magari non avrei approvato ma me lo sarei tenuto per me. Succede che certe persone diventino cibo per topi e tu, magari, avresti pure combattuto per difenderle. Pezzi indifendibili di un puzzle che è sfuggito pure al loro controllo. Il terreno sotto i loro piedi vacilla, cominciano ad annaspare e ti accorgi che hanno scelto la strada della menzogna, malgrado la tua lealtà. Succede che, magari, queste cose io le scopra in ritardo, che mi sia imposta di non vedere perché stentavo a crederlo, ma quando tutto si snoda sotto i miei occhi e la coltre di nebbia si dipana, rimango lì a non capire. Anzi, capisco solo che la persona in questione ha insultato la mia intelligenza, la mia sensibilità e il mio affetto per lei. Succede che comincio a vederla da una prospettiva diversa. Una prospettiva che non le dà scampo. Succede che la cancello, senza pensarci due volte non cercando nemmeno di chiarire. Chiarire poi che cosa? Più chiaro di così…

Ricominciare da qui…

Ieri sera sono uscita con una vecchia amica che non vedevo da un po’. Galeotto fu il mare, ci siamo ritrovate vicine di sdraio mentre ci spalmavano di crema solare. Così abbiamo deciso di uscire insieme per un aperitivo. Una vecchia amicizia, quando si disperde per motivi che nessuno sa spiegare, stenta a decollare nuovamente: vuoi perché ti sei persa pezzi di vita dell’altra persona, vuoi perché non capisci se è solo un incontro occasionale, prima di ricadere nuovamente nel limbo, finisce che ti trinceri dietro un dialogo cauto e convenzionale. Ed è stato così per i primi 10 minuti. Poi, fiato alle trombe. In tre ore ci abbiamo messo dentro di tutto: i ricordi, le nostre giornate insieme, le risate, le persone che frequentavamo, le nostre vite di adesso…

Ricordo che lei era una persona con cui le parole erano superflue, ci capivamo solo scambiandoci un’occhiata. Non so perché, col tempo, ho perso questa grande risorsa nella mia vita. So che è successo e, negli anni, mi è molto mancata. Ma all’epoca del distacco avevamo circa 30 anni, lei aveva avuto da poco una bimba, io un nuovo amore. Forse, era semplicemente franato il terreno di condivisione, fatto di cose che riguardavano solo noi due.

Ora non so cosa succederà, non si può ricominciare daccapo. Ma si può ricominciare da qui. E poi, ieri sera, una sua frase mi ha molto colpita, una cosa che penso sempre di me: “Nella mia vita, ogni cosa, anche la più semplice, diventa complicatissima. Non so perché succede, ho smesso di chiedermelo da tempo. Ormai cerco di non farci più caso”. Lo ha detto con un sorriso amaro e ironico al tempo stesso. Ecco, l’ironia su noi stesse: era un altro pregio della nostra amicizia. Riuscivamo a ridere anche quando affrontavamo situazioni allucinanti. Mi auguro, a questo punto, di tornare a ridere di noi, come facevamo un tempo…insieme…

 

Per sempre…

“Così succede con gli incontri; ad un dato punto della vita ci si vede, ci si attrae, ci si convince di essere fatti uno per l’altra, ed è proprio questa sensazione a rendere stretto il rapporto. In principio si pensa che questa convinzione abbia lo stesso potere di coesione del cemento, soltanto con il tempo ci si rende conto che ciò che ci unisce ha la densità variabile di un elastico. C’era un “te” prima di me e c’era un “me” prima di te e quel “te” e quel “me” hanno percorso strade differenti e, spesso, sono proprio quelle strade che, a un certo punto, ritornano a far sentire il loro irresistibile richiamo… Eravamo diversi e mi sembrava importante mantenere questa diversità. Io avevo la mia individualità e tu la tua – non annullarsi a vicenda mi pareva un segno di maturità. Soltanto con il tempo ho capito che annullarsi o camminare accanto sono due realtà profondamente diverse” (Susanna Tamaro, “Per Sempre”).

Ma succede davvero? Succede che incontri qualcuno e cominci a seguire, in sua compagnia, lo stesso sentiero? Succede che tu lo sostieni quando è stanco e lui ti porge il suo braccio quando tu sei allo stremo delle forze? Succede che uno sguardo riesca a sostituire mille parole, che si trova tutta l’energia necessaria per andare avanti insieme? Succede davvero che poi ciascuno non si perda nei meandri del proprio egoismo? Un egoismo che ti porta a non sostenerlo più, che ti spinge a cambiare strada senza consultarlo, che cerca di costringere l’altro a fare quello che vuoi senza appello…succede davvero che esistano rapporti, d’amicizia o d’amore, che rimangono sempre intensi, sinceri, pieni di gioia?

Artrite? Ci vorrebbe un amico…

Ci vorrebbe un amico per far passare l’artrite…e se un amico ce l’hai, e anche più di uno, sarai sempre e per sempre immune dagli acciacchi della vecchiaia e sfuggirai al “logorio della vita moderna”. Parola di grandi menti universitarie made in USA che, dopo ricerche incrociate, sono arrivate alla conclusione che non solo se hai degli amici sei più felice (ma va’?), ma se perdoni chi ti ha fatto un torto (uno qualsiasi) ne avrai consistenti benefici fisici. In parole povere: tu assolvi e ti metti l’anima in pace, lo stress si allenta, la rabbia evapora e in più la tua pressione sanguigna torna su valori normali (niente più fumo che esce dalle orecchie, quindi, solo al pensiero dell’amico/a che ti ha pugnalato alle spalle) e se soffri d’artrite, il miracolo è dietro l’angolo: la “bua” sarà solo un ricordo. Ok, allora prendiamo in considerazione qualche piccola variante: chi devo perdonare per farmi passare il mal di schiena? A chi devo sorridere, soffocando il mio istinto omicida, per liberarmi dal dolore cervicale? Beh, grandi menti al lavoro, ditemelo, perfavore…così eviterò di farmi fare massaggi (che costano un botto e non bastano mai), metterò da parte l’ibuprofene, aggiornerò la lista degli amici, rivalutando anche quelli che mi hanno fatto soffrire come otto cani, e avvierò un’attività di recupero delle affinità elettive che mi sono lasciata alle spalle per motivi che quasi non ricordo più…attendo con fiducia… Buona domenica a tutti!!!

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