Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per giugno, 2011

Ogni lacrima è una cascata

Godetevi questo video dei Coldplay “Every teardrop is a waterfall”
 e se volete la traduzione cliccate qui

Pronti? Si parte…

Avanti tutta! Macchina carica, il solleone che picchiava in testa, la borsa frigo stracolma e la mamma sull’orlo di una crisi di nervi. Tutti pronti e partenza per le vacanze. Dopo giorni di preparativi, dopo l’ultima controllata ai bagagli fatta da papà che cercava, invano, di ottimizzare gli spazi, finalmente era ora di abbandonare l’appartamento infuocato per raggiungere il mare. Altro che navigatore satellitare, altro che aria condizionata a palla, altro che selezione rapida dei migliori cd… Papà aveva una Fiat 127 bianca con i sedili rossi in similpelle, di quelli che quando scendevi dalla macchina ti rimanevano attaccati al sedile vari brandelli di carne. Il navigatore, invece, ero io che, stipata dietro (un braccio poggiato sulla testa di mio fratello e uno a carbonizzarsi sulla carrozzeria interna delimitata da un finestrino incandescente che si apriva solo per lasciar passare un filo d’aria -vezzi da lager della casa di produzione-), cercavo di capirci qualcosa su una cartina che, aperta, era grande quanto un lenzuolo da bagno. Papà marciava spedito e mamma era accanto a lui, versione Psycho: occhi strabuzzati, attaccata alla maniglia del passeggero (con due mani) e sempre lì a dire: stai attento, guarda quello, rallenta…che quando arrivavi a destinazione scendevi tipo Papa e baciavi per terra, esausto e bramoso di un calesse. Adesso, tutta un’altra storia: mia mamma quando è in macchina continua a menarla alla grande, questo non è cambiato.

A cambiare è stata la voiture: sedili ergonomici-antistress-riposanti-supercomodi che come diamine si fa a non addormentarsi alla guida è un mistero. I sedili posteriori sono dei troni da Re Sole, altro che ginocchia altezza mandibole che dovevamo sopportare io e mio fratello (soprattutto mio fratello il quale essendo più piccolo di me era costretto a stare dietro al sedile di mio padre che guidava come se si trovasse già sulla sdraio in spiaggia)… adesso, nell’abitacolo posteriore della voiture ci trovi anche i cassetti per le bibite, i braccioli ribaltabili formato materassino, il vano per ficcarci dentro la tv portatile, di quelle che non vedi una beata min… ma che figata averla!!! E poi c’è il bagagliaio dove ci puoi nascondere anche due cadaveri alla volta, tranne nel mio che, mistero coreano, non ci entra nemmeno un sacchetto della spesa semi vuoto. Però, c’è un però: da questi mostri del trasporto su quattro ruote hanno tolto i deflettori: quegli spicchi di finestrino che si aprivano quel tanto che bastava per sentire il vento in faccia, per non bagnarti se venivi preso da un attacco di claustrofobia durante un nubifragio, per fare uscire il fumo della sigaretta. Niente, finito, kaputt…

Adesso, viaggi in stato di grazia, la tecnologia ti assiste, ti guida, ti coccola…ma quando ero piccola IO sulla Salerno-Reggio Calabria ci andavi lo stesso, le code erano infinite anche allora e boccheggiavi fino alla meta perché l’aria condizionata col piffero che c’era…

 

Toniche o disperate

L’acqua che elimina l’acqua, fanghi con alghe provenienti dal mare vattelapesca, un tocco di ginger, verbena e argilla e, infine,  sale rosa dell’Himalaya. Tutto questo per combattere la cellulite, per essere più toniche e pronte alla stramaledetta prova costume. Non ho parole e nemmeno parolacce: ieri mattina, mentre cercavo di rimettere in sesto la mia faccia (figurati se prima di andare in ufficio riesco a dedicare qualche minuto alle zone critiche delle cosce!!!), ascoltavo la radio e pam!, su 6 pubblicità ben la metà erano dedicate al forzato restyling estivo del genere femminile. Certo che dobbiamo essere proprio malmesse se tutto lo scibile pubblicitario ci dedica  ‘sto marasma di prodotti. Ma siamo proprio tutte allo stremo delle nostre forze estetiche, tutte fisicamente da rottamare? A questo delirio mediatico ci aggiungi quello delle amiche super fissate. Altro scenario, comodamente spalmata sulla sdraio, l’odore del mare e il sole cocente. Accanto a me un’amica che mi guarda e fa: “Bisogna stare attente alla zona ginocchia, perché se vedi dei rotolini un po’ flosci che cominciano ad accumularsi proprio lì, vuol dire che sei vecchia”. Ipse dixit. Da quel momento non ho il coraggio di guardarmi dalla vita in giù. “Omioddio – penso – se guardo e trovo l’afflosciamento irreversibile, che faccio? Palestra, dieta (ne esiste una solo per le ginocchia?), creme che ti rimodellano in tre decimi di secondo, un viaggio a Lourdes?”. Meglio non sapere. A fatica riprendo il controllo di me stessa e strapam!, sento un’altra che asserisce serafica: “Quello che non si può proprio guardare in una donna sono quelle alucce molli che svettano sulle braccia. Sapete, quella carne pendula che, a poco a poco, si sostituisce ai muscoletti. Ma questo si risolve usando gli elastici tutte le mattine”. Nel senso che inchiavardi il mollame con gli elastici per capelli nel tentativo di ingannare la legge di gravità? Boh!!! Torno a casa ed evito tutti gli specchi. Per sicurezza guardo il Tg dedicando la mia attenzione solo alla cronaca nera e a quella politica. Appena ho sentore che stanno arrivando le notizie light, spengo. Non sia mai che tra i servizi di costume spunta la Lambertucci col dito puntato verso di me, gli occhi iniettati di sangue e un profluvio di accuse solo per la sottoscritta: “Niente elastici, niente alghe, nemmeno un po’ di polvere di ossa di ornitorinco dall’alto potere rassodante? Per te niente scampo, invecchierai miseramente…”

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