Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per dicembre, 2011

Test

Ieri sera ho fatto un test, uno di quelli che ti ritrovi per caso, mentre farnetichi su Internet  (quando hai sonno ma non troppo, quando ti ritrovi a cazzeggiare ma i tuoi sensi cominciano ad affievolirsi e gli occhi fanno “pupi pupi”).  Sponsorizzato da Fox Life, il test in questione mi invitava a scoprire a quale donna delle serie tv assomigliassi. Lo so, la vedo, vi si è accesa la lampadina della disapprovazione: è viola con piccole stelline gialle. Vabbè,  chiedo venia… Il mio profilo ha un che di inquietante:  somiglio ad una tizia, un po’ psicopatica, di una serie (nuova e mai vista) chiamata “Revenge”. Ora, è vero che ogni tanto accarezzo l’idea di malmenare qualche idiota che incontro sulla mia strada. E’ vero che mi piacerebbe, di tanto in tanto, sommergere di parole non contemplate dal dizionario, qualche bipede di mia conoscenza…ma da qui a ordire una trama machiavellica su come far fuori un’intera generazione di imbecilli, ce ne passa…La tizia/protagonista pare sia una maestra del travestimento, con trucco e parrucco adatto alle sue circostanze paranormali, inganna poveri meschini che la credono innocente e indifesa, mentre lei ordisce una vendetta tremenda vendetta. Ma a chi? Io somiglio a questa qua? Io che la mattina riesco a malapena a camuffare le occhiaie, io che di sera, dopo una giornata di lavoro, sembro uscita da una centrifuga, io che spesso mi ritrovo accanto persone che vivono di macchinazioni, stratagemmi e boiate assurde e sono sempre l’ultima ad accorgersene. No, non può essere… Eppure alla fine il test recita: Ciò che è perso è perso per sempre, accettare la propria storia, è prova di saggezza e se smetterai di lottare contro il destino potrai forse raggiungere la serenità che meriti. Pensa alle lacrime, alle tue lacrime, queste non sono segno di debolezza, ma una pioggia benefica che può portare alla trasformazione, alla compassione e all’amore. Prendi per mano la bambina ferita e sofferente che è in te, consolala, amala, accompagnala e falla crescere, piano piano” Eppure, ci sta…

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Il Testina

E pioggia fu…si allontana (forse) lo spettro della sete…quest’estate niente Coca-Cola che sgorga dai rubinetti. C’ho le balotas all’ennesima potenza, flippano nell’aere, si dimenano a più non posso e non riesco a sedarle. Il motivo? Il motivo del giramento spaziale non è la pioggia, bensì lui, il “testina”. No, non si tratta di un amante/marito/fidanzato, “testina” è uno che si crede “capo” e per questo motivo te le smanetta a più non posso. Lui chiede e poi smentisce la richiesta. Lui scrive (preferibilmente fa scrivere…infatti è rimasto in compagnia dello Zingarelli degli anni Trenta) e poi smentisce i verba che comunque manent, malgrado i suoi dinieghi. Il testina è uno che lo vedi e dici a te stessa “se sono tutti come lui, mi faccio monaca, la svendo in un outlet e amen”. E’ un bipede senza attributi, di quelli che fanno i duri ma che poi si cagano sotto se vedono volare una mosca. Il testina fa e non fa, avrà la sindrome di Penelope, perché tesse che ti ritesse, vai a vedere e non c’è mai niente. Lui è l’uomo del rinnovamento (a lui piace tanto dirlo, che carino!!!) invece a rinnovarsi sono solo le stronzate che gli scappano da mane a sera. Insomma, il testina oggi pomeriggio, m’ha fatto girare le tegole, sono cascate giù e si dinnocolano per la villa. Il testina è uno che non sa niente, non capisce niente e, per questo motivo, pretende. Già l’arroganza…lui la conosce bene. E’ la stessa di cui si ciba quando incontra qualcuno, la stessa che spiattella con il ghignetto assassino che gli arruffa il labbro superiore, la stessa per cui tutti lo prendono per i fondelli non appena volta la schiena. Il testina è un povero cristo che si crede un grand’uomo ed è solo un essere miserrimo. E, ovviamente, lo hanno messo “a capo” di qualcosa (il suo curriculum non fa una piega)…

Storie di Natale

Luigi, a Padova, ha rubato due bistecche. Pensionato di 77 anni, divorziato, ha rimediato una denuncia. Non era la prima volta, dicono, e allora hanno deciso di accanirsi…fino a quando un imprenditore toscano non si è offerto di pagare 24 miseri euro. Allora, come colpiti dalla bacchetta magica di Babbo Natale, i dirigenti del supermercato hanno deciso di ritirare la denuncia, facendo scattare una gara di solidarietà. Non si sa però come abbia reagito Luigi, cosa pensa nella sua solitudine pre-festiva che odora di panettoni e ragù (malgrado la crisi).

Il Luigi di Palermo (in realtà non so come si chiama), lo vedo sempre all’angolo di casa mia. Magro come un chiodo, allunga la mano timidamente picchiettando sui finestrini delle auto ferme al semaforo. Ha lo sguardo timido di chi non vorrebbe ma deve, di chi aveva sognato qualcosa per sé che non fosse condita dai gas di scarico. Venuto da lontano, forse dalle Filippine, ha inseguito un sogno che lo ha gabbato. La commessa del “mio” supermercato mi dice che ha una moglie che lo aspetta ogni sera. Io l’ho visto alla cassa, aspettava il suo turno con pazienza, fra le mani stringeva un piccolo cartoccio della macelleria. Lui le ha pagate le sue bistecche, con una miriade di monetine che non superavano i 50 centesimi…

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