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100% Affidabile

Un premio tutto per me e per il mio blog. Ad assegnarmelo è stata valentina alius et idem che ringrazio e abbraccio più forte che posso. In realtà, mi sento un po’ in colpa per questo riconoscimento perchè, di fatto, ultimamente, presa da rogne di varia specie e da una settimana striminzita di vacanza, ho un po’ disertato il mio blog.

In ogni caso, Valentina mi ha resa orgogliosa ritenendo il mio blog  “100% Affidabile”. 

Si tratta di un premio assegnato da GliAffidabili a quei blog che: Sono aggiornati regolarmente; Mostrano la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive; Favoriscono la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori; Offrono contenuti ed informazioni utili e originali; Non sono infarciti di troppa pubblicità

Beh ecco, il punto 1 non sempre è costante e mi dispiace. Ci sono periodi in cui proprio non riesco a trovare il tempo e periodi in cui i miei neuroni sflippano indisturbati nella scatola cranica senza la minima intenzione di dar vita a qualcosa di senso compiuto.

Il punto 2, spero sia quello che salti più all’occhio. Io adoro scrivere, lo faccio per professione è vero, ma questo angolo dove i miei pensieri vanno a briglia sciolta senza tener conto di passaggi strutturali e formali è il mio paradiso intoccabile.

Punto 3, non posso fare altro che ringraziare tutti quelli che incappano tra i miei deliri sintattici e trovano pure il coraggio di leggere e commentare. Grazie di cuore!!!

Punto 4: spero di offrire sempre qualcosa di originale, soprattutto su cui ridere. Se un giorno non dovessi riuscirci più, saluti e baci.

Ok, stop allo sproloquio personale.

Adesso, come da regolamento, devo fare 5 nomination. Sarà dura perchè mi toccherà ricorrere ad “ambarabaciccìcocòtrecivettesulcomò”:

Blog e misteri

C’è un mistero che aleggia sui blog. Qualcosa che avvolge piano, in maniera impalpabile chi scrive e chi legge. Quando ho iniziato questa avventura ero un po’ scettica, pensavo di mollare dopo poco tempo. Ma non è stato così. Ho il mio angolo di relax durante le mie giornate di lavoro, un momento di pausa che dedico a me stessa quando proprio non ne posso più di scrivere per gli altri. Allora, mi dedico alla scoperta “degli altri”, dei piccoli pensieri, delle ansie, delle soddisfazioni che riesco a trovare dentro i blog amici e dentro quelli che vado scoprendo di giorno in giorno. A volte mi chiedo cosa pensano “gli altri” quando leggono i miei post: se si sbellicano dalle risate pensando che sono una perfetta idiota, se si soffermano anche solo per un attimo a riflettere su quello che ho scritto o se invece pensano “che palle!” e vanno oltre.

In questi mesi, ne sono trascorsi già quasi sei, ho “incontrato” delle persone che mi hanno affascinato, che mi piacerebbe incontrare anche se forse, poi, non sarebbe lo stesso. Ognuno di noi, vive dietro una piccola tenda, un nascondiglio dietro cui si celano sguardi, espressioni, fisicità più o meno gradevoli…l’unica cosa che appare, inequivocabile, è l’anima. Pensieri felici, tristi, incazzati…parole di ferro, di pietra, di dolore… Ne ho letti tanti di post e in molti ho avvertito il desiderio di fuga da un vuoto incolmabile, in altri l’allegra follia di chi ha deciso di cambiare ma ancora non riesce a prendere il volo. Ci sono i blog fancazzisti e quelli impegnati, quelli arrabbiati e quelli timidi che si affacciano con gli occhi semi-chiusi perché troppa luce tutta insieme non va bene. Ci sono parole che ti rimangono dentro e che non riesci a scordare, descrizioni di paesaggi che “mannaggia, essere lì sarebbe proprio una gran figata”. C’è un mondo che non pensavo ci fosse, ci sono pensieri che non avevo mai avuto, parole che non avevo mai letto. C’è coraggio a palate dentro i blog, perché anche dietro una tenda si può avere coraggio, si può avere la forza e l’energia di parlare, raccontare, mettersi in gioco senza poter tornare indietro sui propri passi. Scripta manent…

Perchè un blog?

“Un blog?!! E perché? Perché condividere parti della tua vita e dei tuoi pensieri con dei perfetti sconosciuti?”

Ecco uno stralcio della conversazione che ho avuto, l’altro giorno, con una persona che non vedevo da tempo e che ho, forse erroneamente, invitato a visitare il mio blog.

La sua faccia, assorbita l’informazione, era tutto un programma: vi ho letto, in pillole, incredulità, sdegno e un pizzico di commiserazione. Commiserazione dedicata alla sottoscritta che, secondo il suo modo di intendere la vita, non ha nulla di meglio da fare che scrivere qualche cavolata di troppo e farla girare sul web. Mi sono sentita come Calimero colpito da una nube tossica. L’ho salutata e sono quasi fuggita via. Poi, a casa, ho riflettuto. Giusto, perché mai, ad un tratto, sentiamo l’esigenza di creare un blog, di entrare in un mondo di sconosciuti che mettiamo a parte dei nostri malumori, delle nostre gioie e delle nostre frustrazioni? Io, per quel che mi riguarda, l’ho fatto senza un motivo preciso. Ho seguito l’input di una mia amica e sono entrata nella rete. Ma, in effetti, cosa ci spinge verso questa avventura che, una volta iniziata, non si riesce a mollarla nemmeno sotto tortura? Cosa cerchiamo, vagando tra i milioni di blog in circolazione? Cosa pensiamo di ottenere pubblicando post che saranno letti da persone che mai riusciremo a incontrare, che non sappiamo che faccia abbiano e che, possibilmente, leggendo le nostre cose si spiaccicano per terra dalle risate? Vabbè, attendo lumi. Intanto, scrivo…e chissenefrega…

 

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