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L’uomo dei sogni?

“…Quella sera si inginocchiò sul cemento, congiunse le mani e, alzando gli occhi al cielo, recitò una preghiera: Stelle, perfavore, fate che io non sia più sola, che non sia più povera, fate che io non sia più assillata dalla sorte. Sono stanca, così stanca… Stelle, da sola non si combina niente di buono, e io sono così sola. Datemi la pace e la forza interiore, datemi l’uomo che aspetto in segreto. Alto o piccolo, ricco o povero, bello o brutto, giovane o vecchio: non ha importanza per me. Datemi un uomo che mi amerà e che amerò. Se è triste, lo farò ridere; se è insicuro, lo rassicurerò; se si batte, sarò al suo fianco. Non vi chiedo l’impossibile, vi chiedo semplicemente un uomo, perchè, vedete, stelle, l’amore è la più grande ricchezza che c’è. L’amore che si dà e quello che si riceve. E’ questa la ricchezza di cui io non posso fare a meno…” (tratto da “Gli occhi gialli dei coccodrilli” di Katherine Pancol).

Questo è uno stralcio del libro che sto leggendo in queste afose sere d’estate. Un romanzo senza infamia e senza lode, acquistato per curiosità e scoperto spigolando su Internet. Chi si rivolge alle stelle è Josèphine, cicciottella co-protagonista, madre di due bambine e abbandonata dal marito in una Parigi inclemente e lontana anni luce dagli stereotipi romantici. Queste parole mi hanno colpito, non per la loro bellezza (sono anche piuttosto banali, in realtà) ma per la disperazione che ci ho letto dentro e per quella che, spesso, annuso nei discorsi delle mie amiche e, ogni tanto, nella mia testa (ma solo quando vedo qualche film strappalacrime). Ma è davvero questo di cui abbiamo bisogno, davvero non riusciamo a combinare niente senza un uomo (panacea di tutti i mali) accanto? Io non voglio fare una crociata contro il sesso forte, non mi sento di sostenere, in un rigurgito di adolescenza tardiva, che non abbia bisogno di avere una relazione forte e duratura. Ma non posso certamente fare da sponda a chi cerca conforto in un bastone da passeggio. Non mi interessa avere un uomo accanto per colmare i miei vuoti, ma per gioire ancora di più delle mie giornate. Non mi interessa se devo arrangiarmi da sola col rubinetto che perde o con l’immondizia da buttare anche quando fuori è buio e freddo. Un compagno di vita non dovrebbe servire per combinare qualcosa, ma dovrebbe sostenerti quando sei triste e incoraggiarti quando vuoi buttarti a capofitto in una cosa in cui credi con tutta te stessa. Poi, magari non riuscirai a combinare niente nella vita, ma avrai dato amore a chi hai scelto per te, a chi ha scelto te…

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