Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per maggio, 2012

Ciao, Giovanni…

Noi non dimenticheremo…

1992-2012: in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani

Uomini e no

Cena simil-rinascimentale con tanto di candelabri a cinque braccia che svettano per tutta la lunghezza del tavolo (col risultato che per parlare col tuo dirimpettaio devi alzarti in piedi e saltellare sul posto). Una di quelle cene che inizi col sorriso e finisci con la faccia incartapecorita dall’inedia e dallo strazio. A un certo punto vengo placcata da un tizio (in realtà lo conoscevo già, ma nelle precedenti occasioni ero riuscita a dribblare i suoi tentativi di avvicinamento). In questo contesto non ho scampo e per nascondermi sotto il tavolo non ho più l’età. Gli sorrido rassegnata. Lui è uno di quelli che per farsi notare parla ad alta voce, ride in continuazione e senza motivo delle proprie battute e si agita sulla sedia sfoderando (a senso suo) un fascino irresistibile. Le mie note di demerito nei suoi confronti, nell’arco di 10 minuti, sono arrivate a 900 e raddoppiano quando si alza in piedi e riesco a scrutare il suo discutibile abbigliamento: completo nero con camicia bianca (senza cravatta) e mocassini neri, di quelli che ci manca solo la pampina che ciondola.

Ed ecco che mi ritrovo a fare una considerazione: sono una classista, boccio senza mezzi termini gli uomini anche solo per il loro abbigliamento. Devo dire “omioddio” o “per fortuna”?

Ho smesso di vedere Quark quando ho scoperto che Piero Angela ama indossare calzini bianchi.

Mi fanno un leggero orrore gli uomini con il borsello: ci sono quelli che hanno sempre lo stesso, dagli anni Settanta, e quelli che ne hanno comprato uno super griffato e sempre tasci ai miei occhi rimangono.

Poi ci sono quelli che indossano una maglietta nera a maniche corte (anche a gennaio) sette misure più piccola: ci scoppiano dentro, non riescono nemmeno a respirare, ma hanno in mostra tutti i muscoli e ne sono felici.

Detesto quelli che si arruffano gli zebedei in continuazione, ti danno la mano per salutarti e poi zac! una trastullatina ai gioielli di famiglia.

Occhiali da sole a goccia simil-rayban con montatura bianca e lenti scurissime. Conferiscono al viso sembianze da mosca, azzerano i lineamenti e annacquano il sorriso. Ma chi li porta ne va fiero: sembra un tronista della De Filippi andato a male.

Poi ci sono i nostalgici: si intubano ancora in quei jeans che li fasciano dalla vita al cavallo evidenziando tutto l’armamentario riproduttivo. In genere camminano a gambe larghe perché se solo stringono un po’ di più l’andatura rischiano di spappolare Evaristo o Silvestro.

E ci sono anche quelli che appartengono alla categoria “cel’hosoloio”: ti guardano con intenzionale lascivia, sguardo spermatozoico all’attacco. Il loro messaggio è chiaro: bambola, solo io posso farti provare cose mai viste!

E nella mia personale classifica degli uomini “out” ci sono anche quelli con le polo a maniche corte e il collettino alzato alla Maria Stuarda. In un ventenne lo posso tollerare ma in un cinquantenne calvo e con la panza che trabocca dai pantaloni a vita bassa, assolutamente no!

E lasciamo perdere le scarpe da barca per una seratina romantica o le ciabatte da spiaggia (con le chiusure a strappo) abbinate ai bermuda.

Dimenticavo, l’unghia del mignolino iper lunga: quella che poi se la infilano nelle orecchie e…va bene, basta!!!!

 

Le physique du role

Durante la pausa pranzo, stavo bighellonando su internet. E mo’ incappo nel sito di Donna Moderna. E che siccome che sono moderna, decido di dare una sbirciatina. Che peste mi colga se ci ricasco. L’homepage di codesto sito è stracarica di strafighe dai vent’anni in giù che ti danno consigli su come tornare in linea, cosa mangiare, che esercizi fare per mantenersi in forma e bla bla bla. Loro, a me!!! Consigli???!!!! Non un grammo di cellulite ho intravisto tra i pixel delle foto, non una zampa di gallina sono riuscita a riesumare nelle innumerevoli immagini in cui queste gnocche da paura mi indicano il metodo migliore per nascondere le occhiaie con il correttore. Link dopo link sono arrivata a navigare in quello dove scoprono l’acqua calda: non potete andare in palestra perché troppo impegnate? Niente di più semplice, fate ginnastica a casa. Mettetevi così, strappatevi i tendini colì, fate di tutto il flaccidume un muscolo tonico e la prova costume è servita. Ma ‘sti pifferi bolliti: ci sarà un motivo per cui non riesco ad andare in palestra! Ah, ecco la mancanza di tempo…a quello ci siete arrivate da sole. Sappiate mie belle stangone che svettate un metro e sessanta di gambe, della serie che il mio cuoio capelluto vi arriva ad altezza inguine, che codesta ameba che scrive, la sera arriva a casa talmente sfatta che anche solo cucinare una fettina di carne in padella diventa un’impresa che nemmeno Ulisse ci metterebbe il naso. Sempre codesta ameba, quando riesce ad arrivare a casa che fuori c’è ancora il sole (cioè solo da maggio ad agosto, grazie all’ora legale), deve anche occuparsi di amenità tipo lavatrice, compiti della piccola, e varie altre cazzatelle che, poco poco, tranciano di netto le ore disponibili per il cosiddetto tempo libero. Vabbè, lasciamo perdere. E perfavore, lo dico a quelli che spendono un botto di neuroni per dare consigli alle donne: se proprio dovete convincerci a non cedere alla forza di gravità, siate più credibili mostrando qualche physique più agé. E ve lo dice una che proprio rammollita non è…ecco, l’ho detto…

Tra falchi e nuvole

Oggi il cielo sembra dipinto da un maestro dell’Impressionismo. Ci sono tracce di nuvole spennellate qua e là. Di fronte alla mia scrivania ammicca un pezzetto di monte. E stamattina volteggiava un falco pellegrino. Volo di ricognizione, calmo, pacifico, libero… Tutto urla primavera… ma nella mia testa rimbomba altro. Non so perché, ma non mi sento particolarmente in forma (o forse lo so ma è bene che taccia anche con me stessa). Stamattina mi sono svegliata con un bubboncino sul labbro, segno che stanotte qualcosa ha intaccato le mie difese immunitarie. Secondo me sono io che mi “intacco” da sola, della serie “io me la suono e me la coloro”. Oggi, mi dicono dalla cabina di regia, è la giornata mondiale dell’Amicizia. Lo so, non c’è bisogno di un giorno “dedicato” per ricordarsi degli amici. Ma una serie di messaggi ricevuti mi ha fatto sorridere, tra le copiose lacrime di un’allergia che, da qualche ora a questa parte, è più insopportabile del solito. A chi mi pensa e mi vuole bene, dico grazie. Senza le persone che amo e che mi stanno vicino (malgrado me), mi sentirei persa. Sarei persa in un vuoto insopportabile. Grazie per sempre…

Neuroni a brandelli

Santa pace, il ponte del primo maggio è stato bello, bellissimo oserei dire. Ma in due giorni ho dovuto recuperare il lavoro di una settimana. Ho i neuroni a brandelli e gli occhi a pampinella. Fuori c’è il sole, gli uccellini cantano e, poco lontano, c’è il mare che io non vedo ma so che c’è e basta questo a farmi incapperare oltre misura. Perché io sono qui che smanetto ancora sul computer, mentre fra poco il sole comincerà a tramontare oltre Isola delle Femmine e io non potrò vederlo.  Ok, va bene, ora mi inimicherò tutti gli insegnanti, amici e amiche compresi, ma invidio chi fra poco chiuderà la baracca e ci si rivede a settembre. Ecco, l’ho detto…Non colpitemi in testa però, c’ho i neuroni che non hanno superato la revisione…

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