Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

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Test

Ieri sera ho fatto un test, uno di quelli che ti ritrovi per caso, mentre farnetichi su Internet  (quando hai sonno ma non troppo, quando ti ritrovi a cazzeggiare ma i tuoi sensi cominciano ad affievolirsi e gli occhi fanno “pupi pupi”).  Sponsorizzato da Fox Life, il test in questione mi invitava a scoprire a quale donna delle serie tv assomigliassi. Lo so, la vedo, vi si è accesa la lampadina della disapprovazione: è viola con piccole stelline gialle. Vabbè,  chiedo venia… Il mio profilo ha un che di inquietante:  somiglio ad una tizia, un po’ psicopatica, di una serie (nuova e mai vista) chiamata “Revenge”. Ora, è vero che ogni tanto accarezzo l’idea di malmenare qualche idiota che incontro sulla mia strada. E’ vero che mi piacerebbe, di tanto in tanto, sommergere di parole non contemplate dal dizionario, qualche bipede di mia conoscenza…ma da qui a ordire una trama machiavellica su come far fuori un’intera generazione di imbecilli, ce ne passa…La tizia/protagonista pare sia una maestra del travestimento, con trucco e parrucco adatto alle sue circostanze paranormali, inganna poveri meschini che la credono innocente e indifesa, mentre lei ordisce una vendetta tremenda vendetta. Ma a chi? Io somiglio a questa qua? Io che la mattina riesco a malapena a camuffare le occhiaie, io che di sera, dopo una giornata di lavoro, sembro uscita da una centrifuga, io che spesso mi ritrovo accanto persone che vivono di macchinazioni, stratagemmi e boiate assurde e sono sempre l’ultima ad accorgersene. No, non può essere… Eppure alla fine il test recita: Ciò che è perso è perso per sempre, accettare la propria storia, è prova di saggezza e se smetterai di lottare contro il destino potrai forse raggiungere la serenità che meriti. Pensa alle lacrime, alle tue lacrime, queste non sono segno di debolezza, ma una pioggia benefica che può portare alla trasformazione, alla compassione e all’amore. Prendi per mano la bambina ferita e sofferente che è in te, consolala, amala, accompagnala e falla crescere, piano piano” Eppure, ci sta…

Isabella desnuda

Non si capisce perché, al suo esordio televisivo ne hanno dette di tutti i colori. Hanno gridato allo scandalo, hanno attaccato l’azienda, lo spot, la testimonial e il regista. E hanno fatto, di un ombelico invisibile, un caso da “Chi l’ha visto?” Hanno sciorinato spiegazioni, elucubrazioni, moralismi, ipocrisie e commenti al vetriolo di ogni tipo. Hanno classificato Photoshop tra gli strumenti diabolici, dimenticando che sono in molto ad usarlo anche per ritoccare le foto di famiglia. Vabbè, giornate intere di menate inenarrabili. Il Giornale ha scritto, addirittura, che trattasi “di uno sfruttamento del corpo della donna talmente vergognoso da rendere incoerenti poi le lamentele femministe a proposito delle mirabolanti imprese del Cav”… ???!!! Alla fine mi sono decisa, ho fatto “clic clac” su youtube e mi sono goduta lo spot della Yamamay. L’ho guardato più volte, casomai mi fosse sfuggita qualcosa,…ma non c’ho trovato nulla di volgare, di fuori luogo e bla bla bla. L’unica cosa che non sono riuscita a trovare, di questo ne devo dare atto, è stato l’ombelico di Isabella Ferrari (splendida, come sempre). Per il resto, niente…amen. Uno spot fatto bene, con un’attrice bellissima e bravissima (come poche, pochissime). E poi, scusatemi, ma che c’azzeccano le rivendicazioni femministe con questo spot??? Perché ci sforziamo, sempre e comunque, di banalizzare tutto???      spot Yamamay

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