Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

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Venuto al mondo

Lo aspetto, lo aspetto…eccome se lo aspetto… Lo hanno annunciato a Roma, durante la sesta edizione del Festival del Cinema.

Penelope, Sergio e Margaret, stretti stretti sul red carpet a parlare di un film che uscirà nell’autunno 2012 e che, per mesi, io ho elaborato nella mia testa.

Ho visto Gemma e Diego stritolati da una guerra, quella di Sarajevo, dove l’ordine naturale e umano delle cose era solo un sogno lontano. Ho patito il freddo e la fame con loro, ho sofferto, rannicchiata a leggere fra le mie lenzuola, per un dolore che mi ha lacerato e che mi ha lasciato sfinita. Nessuna cronaca poteva riuscire ad essere così spietata, cruda, violenta, solo la Mazzantini poteva riuscirci. Così come è riuscita a farmi piangere per tutti gli amori che ho ritrovato in quelle pagine e vissuto con le mie emozioni. Adesso aspetto, fiduciosa…

 

Adoro la gentilezza morbida e quasi timida di Penelope Cruz, mi piacciono i colpi secchi al cuore che riesce a infliggere la Mazzantini e ho sempre apprezzato il grande Castellitto, davanti e dietro la cinepresa. In ogni suo passaggio avverti che nulla è stato lasciato al caso, non una parola, non uno sguardo. E se tanto mi dà tanto, se dopo aver letto e riletto, visto e rivisto “Non ti muovere”, da“Venuto al mondo” non posso che aspettarmi un altro capolavoro.

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Le radici

“…Uno non ci pensa alle radici, quando è giovane. E’ verso i quarant’anni che si ripropongono. Quando non si può più contare sullo slancio e sulla foga della giovinezza, quando l’energia viene meno, quando la bellezza sbiadisce impercettibilmente, quando si fa il riepilogo di quel che si è fatto e di quel che si è perso, allora ci si rivolge alle radici e vi si attingono, inconsciamente, nuove forze. Non lo sappiamo, ma riposiamo su di loro…” (K.Pancol)

E cosa succede quando ti rivolgi alle radici e pensi che no, non è ancora il momento di fare bilanci, e ammetti che sì, hai perso molte cose ma tante ancora ne puoi fare e recuperare? Cosa succede quando proprio non vuoi arrenderti al tempo che passa, quando senti ancora dentro di te le stesse emozioni e le stesse intensità gioiose di quando avevi vent’anni? Sei cambiata ma non abbastanza da perderti, sei più riflessiva ma non abbastanza da lasciarti alle spalle le risate con le amiche, quelle che ti acchiappano per motivi futili e per una buona mezzora si sta lì a sganasciarsi e non si riesce a smettere… Beh, io penso di conoscere abbastanza bene le mie radici, vi attingo linfa ogni giorno ma, come mi diceva ieri una mia amica (mentre sdraiate al sole ridevamo, per l’appunto, di noi e delle nostre vicende passate e presenti) “ho delle piccole ventose che mi tengono attaccata alla mia vita, tutta, senza rinnegare nulla e con la consapevolezza di non voler scivolare in un presente fatto di ricordi e di rimpianti”… 

 

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