Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘lacrime’

Test

Ieri sera ho fatto un test, uno di quelli che ti ritrovi per caso, mentre farnetichi su Internet  (quando hai sonno ma non troppo, quando ti ritrovi a cazzeggiare ma i tuoi sensi cominciano ad affievolirsi e gli occhi fanno “pupi pupi”).  Sponsorizzato da Fox Life, il test in questione mi invitava a scoprire a quale donna delle serie tv assomigliassi. Lo so, la vedo, vi si è accesa la lampadina della disapprovazione: è viola con piccole stelline gialle. Vabbè,  chiedo venia… Il mio profilo ha un che di inquietante:  somiglio ad una tizia, un po’ psicopatica, di una serie (nuova e mai vista) chiamata “Revenge”. Ora, è vero che ogni tanto accarezzo l’idea di malmenare qualche idiota che incontro sulla mia strada. E’ vero che mi piacerebbe, di tanto in tanto, sommergere di parole non contemplate dal dizionario, qualche bipede di mia conoscenza…ma da qui a ordire una trama machiavellica su come far fuori un’intera generazione di imbecilli, ce ne passa…La tizia/protagonista pare sia una maestra del travestimento, con trucco e parrucco adatto alle sue circostanze paranormali, inganna poveri meschini che la credono innocente e indifesa, mentre lei ordisce una vendetta tremenda vendetta. Ma a chi? Io somiglio a questa qua? Io che la mattina riesco a malapena a camuffare le occhiaie, io che di sera, dopo una giornata di lavoro, sembro uscita da una centrifuga, io che spesso mi ritrovo accanto persone che vivono di macchinazioni, stratagemmi e boiate assurde e sono sempre l’ultima ad accorgersene. No, non può essere… Eppure alla fine il test recita: Ciò che è perso è perso per sempre, accettare la propria storia, è prova di saggezza e se smetterai di lottare contro il destino potrai forse raggiungere la serenità che meriti. Pensa alle lacrime, alle tue lacrime, queste non sono segno di debolezza, ma una pioggia benefica che può portare alla trasformazione, alla compassione e all’amore. Prendi per mano la bambina ferita e sofferente che è in te, consolala, amala, accompagnala e falla crescere, piano piano” Eppure, ci sta…

Il suo primo dolore

Ha ascoltato in silenzio, con gli occhi sgranati, con lo sguardo sperduto e impaurito. Poi, sono arrivate le lacrime. Il suo primo dolore. Un dolore grande per una bimba di otto anni: nonna Lidia non c’è più. Adesso, a distanza di due giorni, quando siamo insieme a casa, mi segue dappertutto, ha paura a rimanere sola. E le sue domande sono continue. Non si difende dal dolore, per niente. Vuole sapere. Vuole sapere dove andiamo quando moriamo. Cosa facciamo dentro la bara, se il nostro corpo riesce a uscire e a volare libero nell’aria. Vuole sapere se nonna Lidia riuscirà a rivedere il nonno, la sua mamma. Ieri, poi, in un istante che ritenevo sereno (si stava lavando i denti e rideva perchè le facevo le smorfie allo specchio) sono arrivati i ricordi. I suoi ricordi, quelli che io non conoscevo. Il sorriso di nonna Lidia, le sue mani esili che si appoggiavano alla mia bimba per sollevarsi dal letto. “Io non la vedrò più, mamma…”, mi ha detto, “e lei era una nonna speciale”. Avrei voluto dirle: “Passalo a me il tuo dolore, cucciola mia, lascia che le tue lacrime scorrano sul mio viso, lascia che nessuna sensazione penosa veli di ombre i tuoi occhi”. Ma non ho potuto. Ha sofferto anche per il suo papà, la mia piccola: “Sarà molto triste, la sua mamma se ne è andata via e io devo consolarlo”.  Due sere fa, quando il suo papà è venuto a casa nostra per darle la notizia, poi non ha praticamente cenato: “Sono triste e nervosa”. Si è messa a letto dandomi le spalle e poi, finalmente, si è addormentata. E io ero lì, accanto a lei, senza poter fare nulla…

Qualcuno…

C’è qualcuno che piange. Le lacrime scorrono silenziose  e lei non riesce a fermarle. Avrei voluto fermarle io…Piange e il suo viso rimane composto, il dolore non stravolge i suoi bei lineamenti, ha già stravolto il suo cuore. E io sono lì, impotente, che la guardo e non so che dirle, che fare. La ascolto. Mi parla di lui, di lui che si sta arrendendo, che non riesce a fare progetti. Lei lo guarda, gli parla e lui sembra assente, ma lo stesso la vuole vicino. Lei lo fa, gli sta vicino. Ma vorrebbe urlargli di guardarla negli occhi, di parlarle. Ma lui non ci riesce. Lui vaga coi pensieri, pensa a qualcosa che, dentro di lui, lo sta distruggendo. E non riesce a guardare oltre. Lei aspetta un suo cenno. Le basta amarlo, con tutta se stessa. E io non posso fare altro che ascoltarla e farle capire, senza parole, che non la abbandonerò mai. Il suo dolore sarà il mio, le sue lacrime scorreranno anche sul mio viso,  le stringerò forte le mani, se si sentirà sola e indifesa…

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