Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘sole’

Neuroni a brandelli

Santa pace, il ponte del primo maggio è stato bello, bellissimo oserei dire. Ma in due giorni ho dovuto recuperare il lavoro di una settimana. Ho i neuroni a brandelli e gli occhi a pampinella. Fuori c’è il sole, gli uccellini cantano e, poco lontano, c’è il mare che io non vedo ma so che c’è e basta questo a farmi incapperare oltre misura. Perché io sono qui che smanetto ancora sul computer, mentre fra poco il sole comincerà a tramontare oltre Isola delle Femmine e io non potrò vederlo.  Ok, va bene, ora mi inimicherò tutti gli insegnanti, amici e amiche compresi, ma invidio chi fra poco chiuderà la baracca e ci si rivede a settembre. Ecco, l’ho detto…Non colpitemi in testa però, c’ho i neuroni che non hanno superato la revisione…

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Lei

E’ un momento in cui tutto traballa, sotto le sferzate delle rogne inattese. Proprio quando tiri un sospiro di sollievo, ti svegli un po’ più rilassata e cerchi di pensare positivo, spunta dal nulla una stoccata che proprio non ci voleva. Allora, provi a resettare il sistema, cerchi di fare buon viso a cattivo gioco, arrotoli a mo’ di involtino l’ultimo brandello di pazienza e sopportazione che ti è rimasto, lo metti in saccoccia e vai…quasi gattonando, perché se stai dritta magari dai una craniata a qualche spigolo che il tuo sistema satellitare personale non aveva individuato. E’ un momento in cui arriva la primavera e il sole rischiara gli angoli bui di un inverno insopportabile, la luce si inoltra nelle pieghe della sera e tutto sembra diverso, più nitido, più tollerabile. Allora pensi che, forse, ce la puoi fare, che tutto sommato, FORSE, il peggio è passato. Poi, ti tuffi negli occhi stellati di tua figlia, che ride, è serena, malgrado la bronchite che si è beccata (di nuovo) e pensi che sì, ce la farai, CE LA DEVI FARE. E ringrazi il cielo per averti donato Lei, la “cosa” più preziosa, più bella, più tutto della vita…

Controvento

Sentire che quello che hai raccolto, dopo anni e anni di semina controvento, è la cosa più importante. Non è un raccolto abbondante, ma i suoi frutti sono succosi e pieni di sole. Cerchi di proteggere tutto questo, ogni giorno…Spesso ti rifugi nel suo pensiero rassicurante, ma a volte la paura di perderlo ti attanaglia lo stomaco. E allora accarezzi con tenerezza i visi, le parole, gli sguardi che fanno parte del tuo piccolo tesoro. Li avvolgi dentro te stessa e li culli, consapevole delle tue battaglie per conquistarli. Consapevole del dolore che hai dovuto affrontare per arrivare al traguardo e della felicità che assapori quando la loro presenza accompagna le tue giornate… Certe volte ti detesti, perchè, incastrata nelle noie quotidiane, perdi le coordinate, ti sfuggono pensieri e parole inappropriati, dettati dalla stanchezza, ma poi cerchi di recuperare. E quei volti che ami sono lì. Ti guardano, divisi tra amore e rimprovero, ma non si sono allontanati. Sono lì che aspettano…E io vi amo per questo…grazie a chi fa parte della mia vita, con pazienza e attenzione…

Le radici

“…Uno non ci pensa alle radici, quando è giovane. E’ verso i quarant’anni che si ripropongono. Quando non si può più contare sullo slancio e sulla foga della giovinezza, quando l’energia viene meno, quando la bellezza sbiadisce impercettibilmente, quando si fa il riepilogo di quel che si è fatto e di quel che si è perso, allora ci si rivolge alle radici e vi si attingono, inconsciamente, nuove forze. Non lo sappiamo, ma riposiamo su di loro…” (K.Pancol)

E cosa succede quando ti rivolgi alle radici e pensi che no, non è ancora il momento di fare bilanci, e ammetti che sì, hai perso molte cose ma tante ancora ne puoi fare e recuperare? Cosa succede quando proprio non vuoi arrenderti al tempo che passa, quando senti ancora dentro di te le stesse emozioni e le stesse intensità gioiose di quando avevi vent’anni? Sei cambiata ma non abbastanza da perderti, sei più riflessiva ma non abbastanza da lasciarti alle spalle le risate con le amiche, quelle che ti acchiappano per motivi futili e per una buona mezzora si sta lì a sganasciarsi e non si riesce a smettere… Beh, io penso di conoscere abbastanza bene le mie radici, vi attingo linfa ogni giorno ma, come mi diceva ieri una mia amica (mentre sdraiate al sole ridevamo, per l’appunto, di noi e delle nostre vicende passate e presenti) “ho delle piccole ventose che mi tengono attaccata alla mia vita, tutta, senza rinnegare nulla e con la consapevolezza di non voler scivolare in un presente fatto di ricordi e di rimpianti”… 

 

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