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Le physique du role

Durante la pausa pranzo, stavo bighellonando su internet. E mo’ incappo nel sito di Donna Moderna. E che siccome che sono moderna, decido di dare una sbirciatina. Che peste mi colga se ci ricasco. L’homepage di codesto sito è stracarica di strafighe dai vent’anni in giù che ti danno consigli su come tornare in linea, cosa mangiare, che esercizi fare per mantenersi in forma e bla bla bla. Loro, a me!!! Consigli???!!!! Non un grammo di cellulite ho intravisto tra i pixel delle foto, non una zampa di gallina sono riuscita a riesumare nelle innumerevoli immagini in cui queste gnocche da paura mi indicano il metodo migliore per nascondere le occhiaie con il correttore. Link dopo link sono arrivata a navigare in quello dove scoprono l’acqua calda: non potete andare in palestra perché troppo impegnate? Niente di più semplice, fate ginnastica a casa. Mettetevi così, strappatevi i tendini colì, fate di tutto il flaccidume un muscolo tonico e la prova costume è servita. Ma ‘sti pifferi bolliti: ci sarà un motivo per cui non riesco ad andare in palestra! Ah, ecco la mancanza di tempo…a quello ci siete arrivate da sole. Sappiate mie belle stangone che svettate un metro e sessanta di gambe, della serie che il mio cuoio capelluto vi arriva ad altezza inguine, che codesta ameba che scrive, la sera arriva a casa talmente sfatta che anche solo cucinare una fettina di carne in padella diventa un’impresa che nemmeno Ulisse ci metterebbe il naso. Sempre codesta ameba, quando riesce ad arrivare a casa che fuori c’è ancora il sole (cioè solo da maggio ad agosto, grazie all’ora legale), deve anche occuparsi di amenità tipo lavatrice, compiti della piccola, e varie altre cazzatelle che, poco poco, tranciano di netto le ore disponibili per il cosiddetto tempo libero. Vabbè, lasciamo perdere. E perfavore, lo dico a quelli che spendono un botto di neuroni per dare consigli alle donne: se proprio dovete convincerci a non cedere alla forza di gravità, siate più credibili mostrando qualche physique più agé. E ve lo dice una che proprio rammollita non è…ecco, l’ho detto…

Isabella desnuda

Non si capisce perché, al suo esordio televisivo ne hanno dette di tutti i colori. Hanno gridato allo scandalo, hanno attaccato l’azienda, lo spot, la testimonial e il regista. E hanno fatto, di un ombelico invisibile, un caso da “Chi l’ha visto?” Hanno sciorinato spiegazioni, elucubrazioni, moralismi, ipocrisie e commenti al vetriolo di ogni tipo. Hanno classificato Photoshop tra gli strumenti diabolici, dimenticando che sono in molto ad usarlo anche per ritoccare le foto di famiglia. Vabbè, giornate intere di menate inenarrabili. Il Giornale ha scritto, addirittura, che trattasi “di uno sfruttamento del corpo della donna talmente vergognoso da rendere incoerenti poi le lamentele femministe a proposito delle mirabolanti imprese del Cav”… ???!!! Alla fine mi sono decisa, ho fatto “clic clac” su youtube e mi sono goduta lo spot della Yamamay. L’ho guardato più volte, casomai mi fosse sfuggita qualcosa,…ma non c’ho trovato nulla di volgare, di fuori luogo e bla bla bla. L’unica cosa che non sono riuscita a trovare, di questo ne devo dare atto, è stato l’ombelico di Isabella Ferrari (splendida, come sempre). Per il resto, niente…amen. Uno spot fatto bene, con un’attrice bellissima e bravissima (come poche, pochissime). E poi, scusatemi, ma che c’azzeccano le rivendicazioni femministe con questo spot??? Perché ci sforziamo, sempre e comunque, di banalizzare tutto???      spot Yamamay

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