Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per agosto, 2011

Qualcuno…

C’è qualcuno che piange. Le lacrime scorrono silenziose  e lei non riesce a fermarle. Avrei voluto fermarle io…Piange e il suo viso rimane composto, il dolore non stravolge i suoi bei lineamenti, ha già stravolto il suo cuore. E io sono lì, impotente, che la guardo e non so che dirle, che fare. La ascolto. Mi parla di lui, di lui che si sta arrendendo, che non riesce a fare progetti. Lei lo guarda, gli parla e lui sembra assente, ma lo stesso la vuole vicino. Lei lo fa, gli sta vicino. Ma vorrebbe urlargli di guardarla negli occhi, di parlarle. Ma lui non ci riesce. Lui vaga coi pensieri, pensa a qualcosa che, dentro di lui, lo sta distruggendo. E non riesce a guardare oltre. Lei aspetta un suo cenno. Le basta amarlo, con tutta se stessa. E io non posso fare altro che ascoltarla e farle capire, senza parole, che non la abbandonerò mai. Il suo dolore sarà il mio, le sue lacrime scorreranno anche sul mio viso,  le stringerò forte le mani, se si sentirà sola e indifesa…

Le radici

“…Uno non ci pensa alle radici, quando è giovane. E’ verso i quarant’anni che si ripropongono. Quando non si può più contare sullo slancio e sulla foga della giovinezza, quando l’energia viene meno, quando la bellezza sbiadisce impercettibilmente, quando si fa il riepilogo di quel che si è fatto e di quel che si è perso, allora ci si rivolge alle radici e vi si attingono, inconsciamente, nuove forze. Non lo sappiamo, ma riposiamo su di loro…” (K.Pancol)

E cosa succede quando ti rivolgi alle radici e pensi che no, non è ancora il momento di fare bilanci, e ammetti che sì, hai perso molte cose ma tante ancora ne puoi fare e recuperare? Cosa succede quando proprio non vuoi arrenderti al tempo che passa, quando senti ancora dentro di te le stesse emozioni e le stesse intensità gioiose di quando avevi vent’anni? Sei cambiata ma non abbastanza da perderti, sei più riflessiva ma non abbastanza da lasciarti alle spalle le risate con le amiche, quelle che ti acchiappano per motivi futili e per una buona mezzora si sta lì a sganasciarsi e non si riesce a smettere… Beh, io penso di conoscere abbastanza bene le mie radici, vi attingo linfa ogni giorno ma, come mi diceva ieri una mia amica (mentre sdraiate al sole ridevamo, per l’appunto, di noi e delle nostre vicende passate e presenti) “ho delle piccole ventose che mi tengono attaccata alla mia vita, tutta, senza rinnegare nulla e con la consapevolezza di non voler scivolare in un presente fatto di ricordi e di rimpianti”… 

 

Pezzi di vita…

La mia bambina è tornata. Piccola pausa dal papà, per un fine settimana con mamma. Il mese di agosto è diviso in due, per lei, per me. Due settimane con papi e due con mami. Ma stasera è tornata. Grande boccata d’ossigeno per la sottoscritta che mal digerisce queste lontananze forzate. E’ tornata perchè sentiva la mia mancanza, è tornata perchè due settimane fuori casa sono troppe. Insomma, è qui. Abbiamo parlato, mi ha raccontato cosa ha fatto e chi ha visto in questi giorni e adesso mi ha chiesto di guardare in tv, prima di cena, i suoi cartoni preferiti. Quando la mia piccola è fuori, la chiamo un numero imprecisato di volte al giorno (mi infastidisce molto essere oppressiva, ma non ce la faccio a non sentirla) e lei, presa dai suoi giochi e dagli amici, mi risponde in modo frettoloso, lasciandomi appesa al telefono col broncio che monta dentro senza confini. Sì, perchè sono io a mettere il broncio, in una strana teoria dei ruoli ribaltati, sono io che ci rimango male se lei ha le sue cose da fare SENZA DI ME e nessuna voglia di parlarne attraverso un telefono che gracchia o rimbomba. E c’ha ragione, lo so. Me ne farò una ragione? Conoscendomi, non credo.

Mi tormenta l’idea di perdermi pezzi della sua vita, di non vedere i sorrisi che regala a chi io non conosco, di non sentire le parole che articola parlando di sè o della sua famiglia. Non mi abituerò mai, “maissimo”. Se dovessi seguire i consigli della mia amica di blog, Ifigenia, stasera dovrei improvvisare una cenetta succulenta e godercela non solo con le coccole ma anche col palato. Ma io non sono una gran cuoca e stasera mi arrangerò col mio solito basic da gourmet improvvisato. Ma ho un programma, a mio giudizio, più interessante: dopo cena, si fa “bidibodibù” sul lettone, ci si racconta barzellette, si ride come le sceme e si fanno programmi per questo fine settimana che spero duri cent’anni. Buon week end a tutti!

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