Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘rabbia’

Ehi tu, delusa…

spiaggiaTenebrosa, troppo immersa nel suo mondo per guardare al presente con un sorriso. E perché sorridere poi? Nel suo mondo ideale, quando era bambina, c’erano tutti i colori dell’arcobaleno. Se solo si affacciava su questo emisfero reale, aveva voglia di fuggire lontano. Allora, meglio star lì a guardare gli altri.  Perché lei, col tempo,  è  diventata molto brava ad osservare e ad ascoltare, un po’ meno, molto meno, a parlare di sé. Quando lo fa, usa modi spicci, quasi in punta di piedi butta lì qualcosa che le fa piangere il cuore. Ma se solo si accorge che lo sguardo di chi dovrebbe ascoltare diventa vacuo e distratto, allora si ferma. Sa già che è meglio lasciar perdere. E con una punta di amaro in bocca, cerca di far sorridere il suo falso interlocutore con qualche battuta, giusto per far capire che tanto a lei non importa se non è stata ascoltata, va bene lo stesso e andrà avanti per la sua strada. E questo lo pensa davvero, con un po’ di rabbia, ma lo pensa davvero. E meno male che lo pensa sul serio, perché sai con quanta gente dagli occhi vacui ha dovuto fare i conti… Che se solo fosse stata un tantino più fragile di quanto non sia, avrebbe già dato di matto da un pezzo. Invece guarda tutti, osserva, scruta il prossimo. Prima non si difendeva, non molto almeno, adesso sì. E’ armata fino ai denti. Ci prova lo stesso a fidarsi, ma ci mette un po’ di più prima a lanciarsi nel vuoto. Ma le mazzate le prende ugualmente. A questo si è rassegnata. Ma ormai ha imparato a distinguere gli occhi vacui da quelli gentili e attenti. Ha anche imparato che i primi si manifestano subito, i secondi sono traditori perché, spesso, durano poco. Ma non si aspetta più nulla. Ha imparato la lezione. Tenebrosi si nasce e non c’è alcun motivo per cambiare. Non su questa terra…

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Clone senz’anima – parte II

pommeE’ passato qualche mese da questo post e ho visto cambiare la persona in questione e il suo atteggiamento verso la sua dolce metà. Li ho osservati da lontano, ogni qualvolta è capitato di vederci in situazioni di “allegra brigata”. Li ho visti allontanarsi, litigare, ho visto tratti del viso indurirsi e labbra morse con rabbia. Ho visto tutto questo da lontano, sperando si trattasse soltanto di un malessere passeggero. Perché se andava bene a loro un rapporto monarca-suddito, figurati se questo ménage da me poco condiviso poteva, in qualche modo, spostare l’asse del mio (dis)equilibrio. Mi dispiaceva, questo sì. Mi dava fastidio notare atteggiamenti e comportamenti che io non avrei mai messo in pratica. Ma poi, alla fine chi c**** sono io? Ed ecco che, da qualche tempo, sto ad osservare e a rimpiangere quello che c’era prima tra loro. Perlomeno c’era qualcosa e lei era felice (o almeno credeva di esserlo…e per certe persone non fa differenza “essere” o “credere di essere”). Ieri sera mi ha chiamato. Lunga telefonata tra rabbia, singhiozzi e una decisione irremovibile. Armi e bagagli e se ne va. Via da un uomo che ama tanto ma che non la capisce, che non le è complice e che, soprattutto, non la stima e la fa sentire, ogni giorno della sua vita, una nullità. E poi mi ha detto: “So bene che tu hai sempre disapprovato il mio modo di stare con lui, te l’ho sempre letto in faccia. Ma finché ne sono stata capace e convinta, ti ho mandata affanculo mentalmente e sono andata avanti nella mia vita con lui. Ma adesso non ce la faccio più, ti dò ragione a denti stretti e me ne vado. Per fortuna nulla mi lega tangibilmente a lui, posso andarmene in pace, trascinando il mio dolore e lo schifo che ho per me stessa da qualche altra parte”. Non ho avuto il tempo di replicare. Tangibilmente ha mandato affanculo anche me. E adesso non so cosa fare. Lasciarla un po’ da sola a smaltire rabbia e dolore o imporle la mia presenza per cercare, in uno dei miei modi imbranati, di aiutarla a superare questo momento di merda?

Artrite? Ci vorrebbe un amico…

Ci vorrebbe un amico per far passare l’artrite…e se un amico ce l’hai, e anche più di uno, sarai sempre e per sempre immune dagli acciacchi della vecchiaia e sfuggirai al “logorio della vita moderna”. Parola di grandi menti universitarie made in USA che, dopo ricerche incrociate, sono arrivate alla conclusione che non solo se hai degli amici sei più felice (ma va’?), ma se perdoni chi ti ha fatto un torto (uno qualsiasi) ne avrai consistenti benefici fisici. In parole povere: tu assolvi e ti metti l’anima in pace, lo stress si allenta, la rabbia evapora e in più la tua pressione sanguigna torna su valori normali (niente più fumo che esce dalle orecchie, quindi, solo al pensiero dell’amico/a che ti ha pugnalato alle spalle) e se soffri d’artrite, il miracolo è dietro l’angolo: la “bua” sarà solo un ricordo. Ok, allora prendiamo in considerazione qualche piccola variante: chi devo perdonare per farmi passare il mal di schiena? A chi devo sorridere, soffocando il mio istinto omicida, per liberarmi dal dolore cervicale? Beh, grandi menti al lavoro, ditemelo, perfavore…così eviterò di farmi fare massaggi (che costano un botto e non bastano mai), metterò da parte l’ibuprofene, aggiornerò la lista degli amici, rivalutando anche quelli che mi hanno fatto soffrire come otto cani, e avvierò un’attività di recupero delle affinità elettive che mi sono lasciata alle spalle per motivi che quasi non ricordo più…attendo con fiducia… Buona domenica a tutti!!!

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