Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Articoli con tag ‘amiche’

Neuroni a brandelli

Santa pace, il ponte del primo maggio è stato bello, bellissimo oserei dire. Ma in due giorni ho dovuto recuperare il lavoro di una settimana. Ho i neuroni a brandelli e gli occhi a pampinella. Fuori c’è il sole, gli uccellini cantano e, poco lontano, c’è il mare che io non vedo ma so che c’è e basta questo a farmi incapperare oltre misura. Perché io sono qui che smanetto ancora sul computer, mentre fra poco il sole comincerà a tramontare oltre Isola delle Femmine e io non potrò vederlo.  Ok, va bene, ora mi inimicherò tutti gli insegnanti, amici e amiche compresi, ma invidio chi fra poco chiuderà la baracca e ci si rivede a settembre. Ecco, l’ho detto…Non colpitemi in testa però, c’ho i neuroni che non hanno superato la revisione…

Qualcuno…

C’è qualcuno che piange. Le lacrime scorrono silenziose  e lei non riesce a fermarle. Avrei voluto fermarle io…Piange e il suo viso rimane composto, il dolore non stravolge i suoi bei lineamenti, ha già stravolto il suo cuore. E io sono lì, impotente, che la guardo e non so che dirle, che fare. La ascolto. Mi parla di lui, di lui che si sta arrendendo, che non riesce a fare progetti. Lei lo guarda, gli parla e lui sembra assente, ma lo stesso la vuole vicino. Lei lo fa, gli sta vicino. Ma vorrebbe urlargli di guardarla negli occhi, di parlarle. Ma lui non ci riesce. Lui vaga coi pensieri, pensa a qualcosa che, dentro di lui, lo sta distruggendo. E non riesce a guardare oltre. Lei aspetta un suo cenno. Le basta amarlo, con tutta se stessa. E io non posso fare altro che ascoltarla e farle capire, senza parole, che non la abbandonerò mai. Il suo dolore sarà il mio, le sue lacrime scorreranno anche sul mio viso,  le stringerò forte le mani, se si sentirà sola e indifesa…

Le radici

“…Uno non ci pensa alle radici, quando è giovane. E’ verso i quarant’anni che si ripropongono. Quando non si può più contare sullo slancio e sulla foga della giovinezza, quando l’energia viene meno, quando la bellezza sbiadisce impercettibilmente, quando si fa il riepilogo di quel che si è fatto e di quel che si è perso, allora ci si rivolge alle radici e vi si attingono, inconsciamente, nuove forze. Non lo sappiamo, ma riposiamo su di loro…” (K.Pancol)

E cosa succede quando ti rivolgi alle radici e pensi che no, non è ancora il momento di fare bilanci, e ammetti che sì, hai perso molte cose ma tante ancora ne puoi fare e recuperare? Cosa succede quando proprio non vuoi arrenderti al tempo che passa, quando senti ancora dentro di te le stesse emozioni e le stesse intensità gioiose di quando avevi vent’anni? Sei cambiata ma non abbastanza da perderti, sei più riflessiva ma non abbastanza da lasciarti alle spalle le risate con le amiche, quelle che ti acchiappano per motivi futili e per una buona mezzora si sta lì a sganasciarsi e non si riesce a smettere… Beh, io penso di conoscere abbastanza bene le mie radici, vi attingo linfa ogni giorno ma, come mi diceva ieri una mia amica (mentre sdraiate al sole ridevamo, per l’appunto, di noi e delle nostre vicende passate e presenti) “ho delle piccole ventose che mi tengono attaccata alla mia vita, tutta, senza rinnegare nulla e con la consapevolezza di non voler scivolare in un presente fatto di ricordi e di rimpianti”… 

 

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