Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per ottobre, 2011

Venuto al mondo

Lo aspetto, lo aspetto…eccome se lo aspetto… Lo hanno annunciato a Roma, durante la sesta edizione del Festival del Cinema.

Penelope, Sergio e Margaret, stretti stretti sul red carpet a parlare di un film che uscirà nell’autunno 2012 e che, per mesi, io ho elaborato nella mia testa.

Ho visto Gemma e Diego stritolati da una guerra, quella di Sarajevo, dove l’ordine naturale e umano delle cose era solo un sogno lontano. Ho patito il freddo e la fame con loro, ho sofferto, rannicchiata a leggere fra le mie lenzuola, per un dolore che mi ha lacerato e che mi ha lasciato sfinita. Nessuna cronaca poteva riuscire ad essere così spietata, cruda, violenta, solo la Mazzantini poteva riuscirci. Così come è riuscita a farmi piangere per tutti gli amori che ho ritrovato in quelle pagine e vissuto con le mie emozioni. Adesso aspetto, fiduciosa…

 

Adoro la gentilezza morbida e quasi timida di Penelope Cruz, mi piacciono i colpi secchi al cuore che riesce a infliggere la Mazzantini e ho sempre apprezzato il grande Castellitto, davanti e dietro la cinepresa. In ogni suo passaggio avverti che nulla è stato lasciato al caso, non una parola, non uno sguardo. E se tanto mi dà tanto, se dopo aver letto e riletto, visto e rivisto “Non ti muovere”, da“Venuto al mondo” non posso che aspettarmi un altro capolavoro.

Fiorella e Monica

Stanca di menabò e pagine da riempire, ho preso un attimo di pausa. Mentre cercavo di entrare nella mia posta elettronica (oggi il collegamento Internet è un optional), ho trovato questo articolo. Riguarda due donne che amo molto e ho sempre apprezzato tantissimo: Monica Vitti e Fiorella Mannoia.

A loro, alla loro bellezza, forza, bravura, modestia e passione dedico questo post.

 La più grande attrice italiana, Monica Vitti, compie 80 anni il 3 novembre, nel silenzio di una lunga malattia. La racconta Fiorella Mannoia, sua controfigura: «La sostituivo nelle scene più rischiose»: ecco la sua intervista.

«L’ho conosciuta sul set di Amore mio aiutami (film di Alberto Sordi del 1969). Avevo 15 anni. Avevo iniziato da studentessa quello strano mestiere, perché andavo bene a cavallo, ero molto sportiva e mi piaceva l’idea di lavorare nel cinema. A quei tempi non c’erano molte stuntwoman».

Cantava già?

«Ho sempre cantato. Ma all’epoca non immaginavo che sarebbe diventata la mia professione».

Progettava di fare l’attrice?

«No. Mi piaceva il mondo del cinema, ma non abbastanza da pensare di farne una carriera».

In quali scene del film sostituiva la Vitti?

«La sequenza di schiaffi e botte che Sordi le dà sulla spiaggia: quella ero io».

Qualche botta le è arrivata sul serio?

«Il massimo che poteva capitare era perdere l’equilibrio per una spinta. Però Monica era abbastanza fifona: aveva paura di guidare, di andare in moto, di cadere. Nelle Coppie (1970, sempre con Sordi) doveva girare un episodio con un leone e lo feci io: tra me e il leone c’era un vetro, ma lei era spaventatissima. Veniva sempre a controllare che non mi facessi male».

Come la ricorda?

«Splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c’era un momento in cui tutto si fermava».

Capricciosa?

«Esigente. Pretendeva le luci in un certo modo e io ho imparato da lei a fare lo stesso: abbiamo visi particolari che possono essere molto belli o bruttissimi a seconda di come vengono illuminati. Con chi insisteva a fare diversamente, si impuntava: “Dicano quello che vogliono. La faccia è la mia”».

Vi siete più riviste?

«Venne a un mio concerto».

È vero che la Vitti è appassionata di musica?

«Molto. Cantammo insieme I crauti, con quella voce particolare che ha, calda, sexy».

Da quanto tempo non la vede?

«Forse vent’anni. Ma la sento molto vicina. Abbiamo avuto destini simili. Una carriera artistica, pochi amori e lunghissimi, niente figli».

 

Isabella desnuda

Non si capisce perché, al suo esordio televisivo ne hanno dette di tutti i colori. Hanno gridato allo scandalo, hanno attaccato l’azienda, lo spot, la testimonial e il regista. E hanno fatto, di un ombelico invisibile, un caso da “Chi l’ha visto?” Hanno sciorinato spiegazioni, elucubrazioni, moralismi, ipocrisie e commenti al vetriolo di ogni tipo. Hanno classificato Photoshop tra gli strumenti diabolici, dimenticando che sono in molto ad usarlo anche per ritoccare le foto di famiglia. Vabbè, giornate intere di menate inenarrabili. Il Giornale ha scritto, addirittura, che trattasi “di uno sfruttamento del corpo della donna talmente vergognoso da rendere incoerenti poi le lamentele femministe a proposito delle mirabolanti imprese del Cav”… ???!!! Alla fine mi sono decisa, ho fatto “clic clac” su youtube e mi sono goduta lo spot della Yamamay. L’ho guardato più volte, casomai mi fosse sfuggita qualcosa,…ma non c’ho trovato nulla di volgare, di fuori luogo e bla bla bla. L’unica cosa che non sono riuscita a trovare, di questo ne devo dare atto, è stato l’ombelico di Isabella Ferrari (splendida, come sempre). Per il resto, niente…amen. Uno spot fatto bene, con un’attrice bellissima e bravissima (come poche, pochissime). E poi, scusatemi, ma che c’azzeccano le rivendicazioni femministe con questo spot??? Perché ci sforziamo, sempre e comunque, di banalizzare tutto???      spot Yamamay

Il peso della valigia…

Pare che non sia solo un luogo comune: un’indagine riportata dal Daily Mail e condotta su 3000 britanniche rivela che le donne riempiono la valigia di vestiti inutili, inserendone il doppio di quelli che realmente useranno.

Lo studio ha calcolato che il campione di donne esaminato, per un viaggio di 15 giorni,  in media inserisce in valigia 44 vestiti e ne usa poco più della metà (il 61% di quelli messi in valigia). In particolare, la valigia media si compone di 18 top, 12 paia di gonne o pantaloni e 6 bikini. Quanto alle scarpe, la media è di 8 paia, ma un quarto delle donne intervistate trova anche il modo di inserirne in valigia 10 paia, salvo poi usarne solo la metà.

Non solo, pare che le donne impieghino una media di 4 ore di tempo per fare la valigia e una su dieci confessa addirittura di trascorrere 12 ore o più per compiere questa operazione, che peraltro odiano. Un quarto di loro prova grande stress nel farla e un quinto dichiara che si sente meno innervosita da una dura giornata di lavoro che dall’incombenza di fare la valigia.  Molte donne in viaggio, infine, indipendentemente dallo stock di vestiti disponibili in valigia, coglieranno spesso l’occasione per comprarsi qualche altro abito anche solo come ricordo.

 

Spigolando ho trovato questo delirio di cifre sulle nostre abitudini perverse. Devo dire che non sono molto lontane dalla verità. Io, in genere abbondo con gli slip (nemmeno fossi incontinente…no, ancora non sono a questi livelli!), con le scarpe e vorrei portarmi tutte le mie borse (tipo coperta di Linus). Alla fine, per un week end, parto carica come un mulo e quando, al rientro, mi trovo a disfare “il sarcofago”, mi prendo a parolacce da sola. Consapevolezza tardiva…

 

Peli e trapianti

E adesso ci faremo le sopracciglia con le treccine!!! La nuova frontiera della chirurgia estetica prevede, infatti, un nuovo trapianto: una strisciolina di cute presa dalla nuca si posiziona sull’arcata sopraccigliare con l’obiettivo di ottenere sopracciglia più folte, laddove la mano dell’estetista ha dato giù di brutto, riducendo l’arcata suddetta in un ammasso informe e spelacchiato.

Però, c’è un però…si otterranno, probabilmente, delle sopracciglia più folte ma trattandosi di peli prelevati dalla nuca, rimarranno pur sempre capelli. Con annessi e connessi: una ricrescita più evidente e veloce che avrà bisogno di una “manutenzione” diciamo più assidua. Domanda n.1: a chi affidare la cura dei peli trapiantati? Estetista o parrucchiere? Domanda n.2: chi ha i capelli lisci, andrà “liscia” come l’olio. Ma chi ha i capelli ricci, correrà il rischio di ritrovarsi con le sopracciglia inanellate? E, in questo caso, è previsto un trattamento anti-crespo?

Un’ultima cosa: pare che il trapianto in questione, fatto in Italia, costi dai 2500 ai 3000 euro. E siamo fortunate, considerato che in Inghilterra per spelacchiarsi la nuca a favore dell’arcata sopraccigliare bisogna sborsare circa 4000 sterline. Ma gli esperti non hanno dubbi: si tratta di una spesa equa e l’intervento è praticamente indolore. Quindi, se rientrate nella categoria dei mammiferi cui anni e anni di pinzetta folle hanno contribuito alla desertificazione dei peli che insistono sul contorno occhi, saprete come utilizzare una parte del prossimo stipendio o per quali motivi ricorrerete ad un prestito a tasso agevolato.

Giorni

“Dobbiamo imparare a vedere la filigrana, ciò che è nascosto nella parte più segreta dei giorni”. (Susanna Tamaro)

Sarebbe bello riuscirci…sempre, ogni giorno. Così, forse, smetteremmo (la mattina, appena svegli) di chiederci: “Ma cosa sto facendo? Sto vivendo o sto lasciando che le giornate vadano avanti senza di me?” Come se fossimo spettatori inermi della nostra vita senza riuscire a fare qualcosa per goderci ogni singola ora. A me questo succede, ultimamente un po’ troppo spesso…

Ma chi ha ucciso Meredith?

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti dall’accusa di avere ucciso Meredith Kercher.

 Rudy Guede, con sentenza confermata in Corte di cassazione, è stato condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio.

Ma concorso in omicidio con chi? E’ una delle domande a cui, secondo me, non troveremo mai risposta…

 

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