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Fiorella e Monica

Stanca di menabò e pagine da riempire, ho preso un attimo di pausa. Mentre cercavo di entrare nella mia posta elettronica (oggi il collegamento Internet è un optional), ho trovato questo articolo. Riguarda due donne che amo molto e ho sempre apprezzato tantissimo: Monica Vitti e Fiorella Mannoia.

A loro, alla loro bellezza, forza, bravura, modestia e passione dedico questo post.

 La più grande attrice italiana, Monica Vitti, compie 80 anni il 3 novembre, nel silenzio di una lunga malattia. La racconta Fiorella Mannoia, sua controfigura: «La sostituivo nelle scene più rischiose»: ecco la sua intervista.

«L’ho conosciuta sul set di Amore mio aiutami (film di Alberto Sordi del 1969). Avevo 15 anni. Avevo iniziato da studentessa quello strano mestiere, perché andavo bene a cavallo, ero molto sportiva e mi piaceva l’idea di lavorare nel cinema. A quei tempi non c’erano molte stuntwoman».

Cantava già?

«Ho sempre cantato. Ma all’epoca non immaginavo che sarebbe diventata la mia professione».

Progettava di fare l’attrice?

«No. Mi piaceva il mondo del cinema, ma non abbastanza da pensare di farne una carriera».

In quali scene del film sostituiva la Vitti?

«La sequenza di schiaffi e botte che Sordi le dà sulla spiaggia: quella ero io».

Qualche botta le è arrivata sul serio?

«Il massimo che poteva capitare era perdere l’equilibrio per una spinta. Però Monica era abbastanza fifona: aveva paura di guidare, di andare in moto, di cadere. Nelle Coppie (1970, sempre con Sordi) doveva girare un episodio con un leone e lo feci io: tra me e il leone c’era un vetro, ma lei era spaventatissima. Veniva sempre a controllare che non mi facessi male».

Come la ricorda?

«Splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c’era un momento in cui tutto si fermava».

Capricciosa?

«Esigente. Pretendeva le luci in un certo modo e io ho imparato da lei a fare lo stesso: abbiamo visi particolari che possono essere molto belli o bruttissimi a seconda di come vengono illuminati. Con chi insisteva a fare diversamente, si impuntava: “Dicano quello che vogliono. La faccia è la mia”».

Vi siete più riviste?

«Venne a un mio concerto».

È vero che la Vitti è appassionata di musica?

«Molto. Cantammo insieme I crauti, con quella voce particolare che ha, calda, sexy».

Da quanto tempo non la vede?

«Forse vent’anni. Ma la sento molto vicina. Abbiamo avuto destini simili. Una carriera artistica, pochi amori e lunghissimi, niente figli».

 

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