Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Allora, mettiamola così. Oggi non piove ma c’è freddo, e questo tempo uggioso  mi scombussola pure i lobi delle orecchie. Quando ci sono giornate come questa (cioè da circa due mesi ), vorresti che qualcosa di bello e appagante ti sorprendesse quando meno te lo aspetti. E aspetti e aspetti e aspetti… fino a che non ti spuntano i muschi e i licheni pure sulle gengive. Poi capita che mentre stai andando in ufficio, guidando su due ruote e facendo acrobazie che nemmeno gli stuntmen di  007, passi davanti alla tua ex libreria preferita. Ex nel senso che l’hanno chiusa e avevo già fatto suonare le campane a morto, dicendo addio alle mie ore passate a frugare sugli scaffali, alle conversazioni con Lino (il libraio), ai consigli sulle buone letture e alle ordinazioni di libri, dvd e varie altre pubblicazioni che desideravo. Insomma, guardo nostalgica quella che era la mia libreria preferita e scopro, con orrore, che stanno aprendo l’ennesimo punto scommesse. Il piede preme convulsamente il freno, mi fermo un attimo e controllo se per caso il caffè non sia riuscito a imboccare le vie ordinarie e sono ancora in fase rem. No, l’insegna c’è davvero e sembra prendermi in giro. Mi avvio verso l’ufficio con 22 diavoli per capello. Mi sento quasi orfana. Se poi penso che dovrò accontentarmi dell’altra libreria dietro l’angolo, mi viene una sincope irreversibile. Ci sono stata una settimana fa e ho giurato, mai più. Non solo l’assortimento è tanto inutile quanto confuso, ma il tipino addetto all’accoglienza dei clienti mi ha consigliato 2-3 libri che gli avrei fatto ingoiare dalla parte più larga. E poi aveva un alito che nemmeno un ornitorinco…

Commenti su: "Libri, requiem e scommesse" (36)

  1. Peccato, davvero peccato.Sogno di avere quelle piccole vecchie librerie-cafè di New York (ha presente quella di Meg Ryan in “c’è posta per te”?)…Sai che ti dico? Che io mi sono iscritta alla biblioteca del paese e non è niente male….per quelli che voglio proprio acquistare compro su Internet e non se ne parla più!

  2. Che tristezza, basta libri, solo scommesse… scommettiamo che si ritorna tutti analfabeti? 😉

  3. @patty: la biblioteca della mia città è bellissima ma si trova in posto talmente incasinato che devi arrivarci in elicottero per non farti venire l’ulcera. non ho nulla in contrario agli acquisti on line, ma a ma piaceva tanto andare lì e passare un po’ del mio tempo a leggere e ad annusare libri (mi piace l’odore dei libri). mi piaceva parlare con lino e avere la certezza che avrebbe trovato una soluzione per qualsiasi mia richiesta, anche per quelle impossibili…

    • Idem.Ho ripiegato in questa maniera proprio perchè ormai da me non ne esistono più di librerie che non siano catene…tristessa !

  4. @E.: anche mia figlia c’è rimasta male per questa chiusura improvvisa. ci andavamo spessissimo insieme e anche a lei piaceva tanto gironzolare tra gli scaffali. ne veniva fuori con una pila di libri che poi era difficile fare una cernita e non chiedere un mutuo sull’acquisto…mi sento come se avessi perso un mio piccolo, meraviglioso rifugio…

  5. karina890 ha detto:

    Hai perso un bene prezioso. Certo il punto scommesse fa l’effetto del parcheggio costruito al posto del parco storico della città…capisco che tu non sia per niente contenta! :/ Anche la mia città ha una bella biblioteca, ma sono una lettrice pessima: possiedo un mucchio di libri in fila pronti per essere letti…da anni! O.o”’ Peccato per la tua libreria (l’idea della libreria tipo New York è bella però! ^^)…

  6. @patty: sì, hai ragione. odio quelle libreria globalizzate in cui entri e per un attimo gongoli. poi ti giri intorno e non riesci capirci più niente. chi, dove, cosa…tutto rimestato, tutto accatastato. e se cerchi qualche addetto competente è meglio che ti munisci del filo d’arianna…

  7. @ karina: già l’idea della libreria a New York mi esalta. adoro leggere e adoro New York… 😉

  8. stavo per citare anch’io “c’è posta per te” :/
    sottoscrivo la proposta di patty, mi pare ragionevole.
    io voglio tornare a cavallo tra il 1890 e il 1910. assolutamente.

  9. ci sono eh…
    ci sono.
    e ritorno
    promesso

  10. @sloggata: sì, sì…un salto indietro nel tempo…e, dopo aver visto Hugo Cabret, magari nella Parigi dei primi del ‘900…

  11. @sys: e io ti aspetto…tranquillerrima…

  12. ecco… sarei l ennesima a citare c è posta per te, di cui tra l altro ho consumato il dvd.
    sabato ero a udine e sono entrata in un bar(ino) piccolisssssimo. in 5 persone ci saresti stato stretto. con un banco bonsai e tutto lo spazio respirabile carico di cioccolatini e caramelle e fiori di zucchero insomma… il paese delle meraviglie.
    ho pensato “se avrò mai un bar, lo voglio così” di quelli che quando entra qualcuno dici “ciao cesira, ti preparo il solito un po’ lungo e macchiato con latte di soia così non rompiamo all intolleranza?” oppure entra gigio e gli chiedi com è andato il compito in classe di inglese del figlio…
    insomma… è quella cosa che “Luca il filosofo” chiama il valore aggiunto. quello che è andato perso nei meandri di bar giganti con la macchinetta del caffè per 16 tazzine, 12 baristi a turno per restare aperti 20 ore al giorno. dicasi la stessa cosa per quelle librerie così grandi che il profumo della carta nemmeno lo senti: “quel ciclo di libri sulle scarpe…? scarpe da ballo, scarpe da teatro, scarpe da pattinaggio” ah… il ciclo di Noel Streatfeild…

  13. @sys:e io invece rivoglio la cartoleria dove compravo i quaderni, le penne, le matite, gli album da disegno, le cartelle, insomma tutto quello che mi serviva per la scuola. ricordo ancora che uscivo tutta contenta e pronta per l’arrembaggio sui banchi. chiusa pure quella, dopo 150 anni di attività. adesso le mamme, tranne me, comprano tutto il corredo scolastico da auchan e affini. con pochi euro ti porti a casa un mare di roba, è vero, ma l’odore della carta nuova di zecca non lo senti più…

  14. Siete sicure che volete tornare indietro di cento anni? Proprio sicure?
    – All’indomani dell’unificazione, nel 1861, l’Italia contava una media del 78% di analfabeti (wikipedia)
    – Per il diritto di voto dovrete aspettare il 1945
    – Solo nel 1996 la violenza contro le donne diventa un delitto contro la persona

    e poi siete proprio sicure che sniffare le colle dei libri faccia bene?

    • @Mcarla&sorella
      mai parlato di analfabeti genetici… che sono? e neanche di quote rosa, che vanno bene come rimedio temporaneo, ma non di più.
      Certo che la mentalità è cambiata… torna un attimo solo 50 anni indietro e poi mi racconti…

  15. @ferruccio: perchè, pensi che gli analfabeti genetici siano diminuiti? tra giornali e tg il quadro mi sembra desolante. pensi che aspettare il parere favorevole dell’Ue per garantire le quote rosa all’interno di un cda o nelle alte sfere della politica, sia un traguardo per il femminismo? pensi che dal 1996 a oggi la mentalità sugli stupri sia cambiata? perchè non basta una legge per garantire i diritti della persona, proprio no…

  16. esatto. nel 2008 gli analfabeti in italia erano il 36 e rotti%. dubito che negli ultimi 4 anni abbiano avuto grandi folgorazioni mistiche.
    dal 1 di gennaio sono 31 le donne uccise… e le quote rosa ricordano ancora e molto le riserve del wwf…

  17. @sys: brava la mia sorellina, hai centrato il punto… 😉

  18. @ferruccio: le quote rosa non vanno bene per niente, nemmeno come rimedio temporaneo. ricoprire cariche importanti non può e non deve essere una questione di sesso ma di genio. se sei brava vai avanti, altrimenti rimani al palo. non vai avanti sol perchè sei una donna. e il genio, la capacità, possono essere sia maschili che femminili. detesto queste prese di posizione stantie che sanno tanto di contentini. se poi ti riferisci alla mentalità sulla violenza a danno delle donne, penso che il cambiamento sia solo presunto, fumo negli occhi.a tal proposito ti linko un articolo del Messaggero (due ventenni stuprano minorenne. Mi fa specie che una sentenza della Corte costituzionale ritenga di dover assegnare misure cautelari “meno afflittive” per gli stupri di gruppo. meno afflittive???? (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=185833&sez=HOME_ROMA)

    • nient’altro da aggiungere. concordo.

    • beh se ritieni di vivere in un paese che premia il merito senza compromessi allora fai bene a non volere le quote rosa! in quel caso non le vorrei neanche io.

      quanto al secondo discorso forse continuo a spiegarmi male: anche in questo caso non dico che siamo nel migliore dei mondi possibili. Ritengo solo però che oggi ci sia un maggiore rispetto per la persona di quanto ce ne fosse in passato. Certo anche in questo caso se ritieni che aver abrogato il delitto d’onore sia stato solo fumo negli occhi… pazienza.

  19. SyS ha detto:

    “&sorella” dovrei essere io, quindi mi permetterai Ferruccio di risponderti:
    genetici o meno si parlava di analfabeti. quello che suppongo Emmecarla -scritto per esteso- intendesse, era che ce n erano 100 anni fa, ce ne sono oggi forse meno, ma con tutto la nostra evoluzione il cambiamento non è così radicale. la storia ci insegna essere ciclica, come la vita (hai presente? lo diceva pure il Re Leone)
    il riferirsi alle quote rosa, era l evoluzione stessa del riferimento al diritto al voto. in quanto, se non puoi votare figuriamoci se è possibile candidarsi. ora, abbiamo ottenuto il diritto al voto, ma la candidatura non è così scontata, finché si ha necessità di una legge (che pare un contentino dato da lor maschietti) che garantisca che ci sia un numero minimo. solito discorso che la meritocrazia non si sa dove abbia domicilio.
    si riscontrava quindi, che tale tutela risulti alquanto avvilente.

    la mentalità è cambiata negli ultimi 50 anni certo, non è detto che si tratti sempre di evoluzione, ad esempio, mi balza così all’occhio, che c era in certi ceti sociali, un amore per la parola, la cultura e la buona educazione, la galanteria!!! che oggi sono solo lontane rimembranze. ed è questo, sempre a mio parere, che con i loro commenti Perennemente Sloggata ed Emmecarla -sempre per esteso- intendevano.
    il valore aggiunto. il rispetto per la persona anche nelle piccole formalità. mancavano i mezzi di comunicazione di oggi ma si parlava (davvero… usando le corde vocali) con il vicino di casa/cascina molto di più di ciò che avviene oggi con il vicino di pianerotolo. c erano i salotti dove si parlava di letteratura e bruno vespa sarebbe stato ridicolizzato allo sfinimento, per dire. certo, esistevano anche i matrimoni combinati, i duelli, le epidemie e si faceva il bagno una volta al mese… ma sai, credo che il discorso fosse un altro:

    presumo si guardasse con una lacrima di nostalgia a quel tempo in cui i rapporti personali andavano al di là del link, dei commenti nei post, dei “adesso ti slinko perché non mi piaci più… credo si si parlasse dei piccoli negozi… delle realtà a misura d uomo, ecco.

    ça va sans dire…
    SyS (&sorella senza & me lo scrive una persona sola, grazie)

  20. @sloggata: 😉

  21. @sys: sei una potenza della natura. su una cosa soltanto non sono pienamente d’accordo. link, post, blog, siti, etc., fanno ormai parte del nostro vivere quotidiano. molti rapporti personali si basano proprio su questi elementi…e sono quelli che stiamo utilizzando noi. che hanno un loro grande valore, per carità altrimenti non sarei qui, ma ti impediscono in ogni caso di guardare il tuo interlocutore negli occhi cercando di capire anche quello che non dice a parole ma che esprime attraverso i gesti o le espressioni del viso…

    • SyS ha detto:

      vero, hai ragione.
      ma pure gli sms… io penso ai miei genitori quando erano fidanzati e si scrivevano le lettere che ci mettevano 5 gg ad arrivare. magari la domenica avevano litigato e restavano “sospesi” fino al venerdì (postino permettendo) prima di leggersi chiarirsi… che il telefono mica ce l avevano in casa… quindi benedico il fatto di poter digitare “come stai” e vedere arrivare la risposta subito.
      però è vero le espressioni del viso non le vedi non le senti. il gesticolare, il modo di tenere la testa… ti manca tutto il resto.

  22. @sys: e molto spesso, lo dico per esperienza diretta, un sms può generare un disastro non voluto. tu dici una cosa e il tuo interlocutore va su tutte le furie…e non era questo l’intento… sai che prima, nel paleozoico della mia vita, scrivevo un mare di lettere? e ogni volta che ricevevo le risposte (da amici, cugini e dal mio fidanzatino che faceva il militare) era una gioia. ora stai lì, col cellulare che ti si arroventa fra le mani ad aspettare un trillo, una vibrazione…apri il messaggio e ti devi accontentare di una cosa short… e poi stai lì a farti le pippe mentali perchè magari, per l’appunto, non riesci a cogliere quello che ci sta dietro…come se di camurrie non ne avessimo già abbastanza

    • SyS ha detto:

      io nel paoleolitico avevo gli amici di pennaaaaa!
      uno di questi, della provincia di vercelli (mi ricordo di dov era ma non il suo nome) vista la mia foto non mi scrisse più.. (e sono soddisfazioni che fan bene all autostima eh).
      e con una di roma riuscii pure a litigarci.
      ma arrivava il postino con le lettere… e andavi nelle famose cartolerie a cercare una carta completa di buste che avesse un bel disegno… e poi le penne profumate…
      poi crescendo erano i fogli di quaderno decorati con l evidenziatore (costava meno) ah… nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi….

  23. @sys: siiiiiiii, la carta da lettera. quella romantica, coi fiorellini, le nuvolette e tutte quelle cose melense che ci piacevano tanto. che bello!!! e poi ti arrivavano le lettere di risposta e scoprivi che la carta della tua amica ti piaceva di più. un po’ rosicavi e cominciava la caccia per scovarne una ancora più carina…e che poi te la scambiavi con la compagna di banco…uffa, però basta…mi sento una pensionara sul viale dei ricordi e stando alle ultime direttive del governo Monti, potrò ambire alla pensione quando non avrò più denti per masticare

    • SyS ha detto:

      e le gomme profumate?
      e le soprese nelle scatoline del mulino bianco?
      i tegoliniiiiiii…
      ok..
      vado eh… vado..

  24. @sys: e le sorprese unte e bisunte nelle patatine Pai? gli appiccichini di gomma nei formaggini Susanna che poi si attaccavano sulle mattonelle del bagno? Vabbè, voglio la mammaaaaa…

  25. @ferruccio: è proprio questo il punto, la meritocrazia non esiste e amen. ma questo non significa che io debba cedere a dei compromessi per ottenere il mio posto al sole. è offensivo per qualsiasi individuo e non solo per la donna e le quote rosa sono offensive. della serie…”visto che non vi caga nessuno e nessuno vi da’ credito, brave o dementi che possiate essere, vi concediamo PER LEGGE uno spazio nelle stanze dei bottoni, così la finite di rompere”…caro ferruccio, io la vedo così…sul rispetto per la persona, potremo parlare all’infinito…non credo ci sia un rispetto maggiore sol perchè siamo nel 2012. anzi, se posso essere sincera, credo che sia aumentato l’individualismo e non l’apertura verso il prossimo.

  26. ma buon pomeriggioooo.
    brontolo se n è appena andato.
    sai che mi pare il sole splenda un pochino di più?
    pare sì…

  27. L’odore della cartoleria e della libreria piace anche a me, anche se amo altrettanto la comodità dell’e-book.
    Mi spiace per la perdita della tua libreria preferita!

  28. @cincia: grazie 😉

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