Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

I Giorni della Paralisi

“Quante donne seguono la mia stessa routine? Centinaia di migliaia in tutto il mondo. Donne di quarant’anni con la vita sulle spalle, magari insignificanti e inoffensive, alcune più intelligenti, altre più gentili, altre ambiziose o divertenti, ma in fin dei conti, tutte uguali. Lottano ferocemente per essere riconosciute come creature speciali, si battono per fare la differenza, com’è nel loro diritto. Tutte esauste. Obbediscono al medesimo standard. Se ne hai vista una le hai viste tutte. Certi giorni non entri  in sintonia con tuo marito, le storie dei tuoi figli le trovi noiosissime, e sogni di andare a letto con George Clooney. Altri giorni, invece, non senti nulla, così, semplicemente. Fai tutto meglio che puoi, ma sempre in modo meccanico. E se qualcuno t’investe mentre attraversi la strada, non te ne accorgi neanche. Non soffri, sei un pezzo di ghiaccio. Quando i giorni così cominciano a moltiplicarsi, li definisco ufficialmente “I Giorni della Paralisi”, anche se, credetemi, ci metto un po’ a rendermi conto che ci sono finita dentro, perché è l’immobilità stessa che mi acceca” (Marcela Serrano, Dieci donne- Francisca).

A chi di voi non è mai capitato? Sentire che una parte di te fugge via e per quanto ti sforzi di rientrarne in possesso, non ci riesci. Sei come paralizzata da questo senso di non appartenenza che, certe volte, è meglio della consapevolezza. Ti sembra che rimanere immobile a guardarti vivere sia l’unica soluzione possibile, la meno dolorosa. Però poi, per fortuna, succede qualcosa, un messaggio, una voce cara, una solenne cazziata da parte di un’amica o di un amico e apri gli occhi…la luce è accecante…inforchi gli occhiali da sole e sei pronta…metti in saccoccia le tue paturnie, le tue paure, tiri su le spalle e ricominci…ad essere te stessa.

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Commenti su: "I Giorni della Paralisi" (13)

  1. sì mi è capitato e capita tutt ora.
    con il tempo ho imparato che quei momenti così come vengono alle volte se ne vanno ma l aiuto di qualcuno che ti vuole bene è fondamentale.
    e allora ti scrolli sta cosa di dosso e ricominci di nuovo…
    avere chi ti capisce e sa come riaccenderti è una fortuna! almeno per me…

  2. @sys: 😉

  3. è la mia lotta attuale. ma è talmente doloroso quello che mi scorre dentro in questa consapevolezza, i sensi di colpa ecc. che non riesco ad esternarlo.

  4. @sloggata: non è sempre facile esternarlo. certe volte non me ne accorgo nemmeno. tutto sembra scorrere normalmente. ma non appena ti fermi un attimo, ti guardi anche solo allo specchio, parli con qualcuno, allora capisci che nulla è normale. che hai perduto le coordinate. allora, io personalmente, comincio a guardarmi in giro con più attenzione, cerco di fare tutto come se lo stessi facendo per la prima volta e non in maniera meccanica, cerco di ritrovarmi in tutti i modi possibili…ma com’è difficile, a volte…

    • già. a me prende il panico soprattutto, credo, perché sono davvero dura con me stessa. così mi dicono, per lo meno. a me pare di sprecar tempo soldi energie vita e non riuscire ad uscire dal mio stand-by.

  5. @sloggata: questo per me è un periodo abbastanza nero, di quelli che più faccio e meno concludo. e questo mi fa molto incazzare, perchè io non mi fermo mai. combatto con tutte le mie forze, mi affanno, mi smazzo a più non posso e poi patatrac qualcosa non va per il verso giusto. l’unica consolazione è che c’ho provato. ma che fatica. pensi di aver raggiunto un traguardo e invece devi rimettere tutto in discussione, ancora una volta. anch’io sono molto dura e critica con me stessa, ma anche questo serve a ben poco. certe volte invidio quelle persone che si accontentano, che non si fanno domande, che prendono le cose così, a mo’ di gioco. le vedo serene, fiduciose…e io, invece, sempre lì a pormi mille domande e a fermi mille problemi…

  6. @briciolanellatte: ciao, spero di rivederti presto…

  7. glom…

  8. @sys: ??????????????

  9. Così, in termini di paralisi e di assenza di reazioni forse non mi è mai capitato molto. Mi capitano invece i giorni cui fa male tutto e proprio non trovo un senso a niente; a dirla tutta, non so davvero cosa sia meglio, però, se il dolore perchè almeno è una reazione o la paralisi perchè è indolore. Boh.

  10. @cincia: la mia non è un’assenza di reazioni, io continuo a fare la mia vita di sempre, solo in maniera meccanica. è come se mi anestetizzassi per evitare di pensare, per non farmi coinvolgere troppo da quella sensazione di disagio a cui cerco di non dare una collocazione, perchè, forse, catalogarla, sarebbe la cosa più traumatica.

  11. beh?
    paresi… un bel post nuovo di zecca per il w.e.???

  12. @sys: dici che mi devo dare una mossa? ciò significa che dovrei scrivere qualcosa di nuovo??? naaaaaaaaaaa…. mi siddia…

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