Un confronto aperto sulle passioni, i sogni, le delusioni e le incazzature quotidiane

Archivio per 4 giugno 2011

“Susiti Lampedusa”

                                             

Praticamente abbandonata a se stessa durante l’emergenza migrazione più travolgente e drammatica che si sia mai registrata, Lampedusa ha combattuto e combatte strenuamente due battaglie, una per i diritti di chi nell’isola ci è nato, l’altra per chi ci è approdato spinto dall’angoscia, dalla fame e dalla paura. Le notizie di cronaca continuano imperterrite, da mesi, a descrivere situazioni di disagio estremo, di tensioni e di proteste. Gli isolani da un lato accolgono migliaia di disperati, dall’altro urlano la propria disperazione. Non si può vivere in un posto che conta più migranti che residenti. Manca l’acqua, mancano i viveri, i ricoveri, per chi arriva a bordo di relitti galleggianti, si sono trasformati in catapecchie quasi inutilizzabili e sovraffollate. Questo è Lampedusa, adesso. E per quanto chi vive e lavora in questo splendido angolo del mondo, cerchi di convincere i turisti a non abbandonarli, scommetto che saranno in pochi quelli che, quest’estate, si decideranno a prenotare una vacanza nell’isola più grande e famosa delle Pelagie.

Allora, per sostenere le ragioni, le speranze, il coraggio e la dignità dei lampedusani si è mobilitata la musica. “Susiti Lampedusa” porta la firma di Claudio Baglioni e della sua fondazione O’ Scià: proprio in questi giorni si è svolta una manifestazione per non dimenticare e per sostenere il rilancio turistico dell’isola con una partita della Nazionale Cantanti e tanti piccoli concerti nella calette più suggestive.

L’Isola dei Conigli, Cala Pisana, Cala Francese, come dimenticarle! Ho ancora ben nitide nella memoria immagini mozzafiato: la sabbia bianca che scompare nell’azzurro intenso del mare. Le lunghe camminate per raggiungere le spiagge più remote, gli splendidi giri in barca e il pesce, appena pescato, da arrostire la sera sulla brace, nelle villette che i lampedusani affittano ai turisti per arrotondare entrate che in inverno sono praticamente inesistenti. Quasi tutti gli abitanti dell’isola hanno una casetta con vista mare che, nella bella stagione, cedono a perfetti sconosciuti. Dentro ci trovi i loro ricordi, le loro foto, un pezzo di vita che non conoscerai mai ma che puoi solo immaginare. Loro, durante il tuo soggiorno, ti vengono a trovare di tanto in tanto. Con la scusa di capire se hai bisogno di qualche lenzuolo o asciugamani in più, li vedi che allungano l’occhio, che controllano il loro territorio. Ma lo fanno con discrezione e con umiltà. La stessa umiltà mista ad una dignità forte e antica che pochi conoscono e con cui hanno affrontato questi ultimi, drammatici mesi.

Allora, “Susiti Lampedusa”! Hai il sostegno della tua gente e di molte altre persone che non volteranno mai la faccia da un’altra parte.

 

 

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